Il presidio
Calci ha sete ma dona acqua agli altri paesi del Lungomonte
Le opposizioni polemiche: ci rivolgeremo al prefetto Ma gli assessori replicano: è un bene di tutti
CALCI. Scoppia la guerra dell’acqua tra Comuni del Lungomonte pisano. Una guerra non dichiarata, beninteso, ma intanto la polemica è accesissima soprattutto in Valle Graziosa dove le carenze idriche sono notevoli ed esistono serie preoccupazioni per il futuro.
All’attacco le opposizioni in consiglio comunale. “Una valle, un sogno” è partita in quarta con una interpellanza cui seguiranno annunciate iniziative tra i cittadini. Ad alzare i toni c’è anche “Calci nel cuore” che fa sapere di compiere un passo ufficiale presso il prefetto Tagliente «Prima che la situazione degeneri». Proprio le due opposizioni hanno firmato insieme un duro documento, sottoscritto dai consiglieri comunali Andrea Begliomini, Vito Ciabatti, Valter Mignani e Genny Degli Innocenti. Il senso del discorso è questo: manca a noi l’acqua potabile e, cosa senza logica, si va a dare a San Giuliano, Vicopisano e Cascina. Replicano seccamente gli assessori comunali Mario Pellegrini e Sandro Sandroni: «L’acqua è un bene di tutti, che non conosce confini geografici. Poi a decidere sono Ato e Acque srl». Questa spiegazione non è accettata dalle opposizioni. Osserva Begliomini: «Se da una parte si ricorre quotidianamente alle autobotti e a cisterne per l’approvvigionamento idrico in alta Valle Graziosa, a causa dell’insistente mancanza d’acqua dalle storiche prese superficiali, dall’altra si concede l’estensione delle rete idrica a favore di territori confinanti. Ma che senso ha?».
Ciabatti documenta: «Il gestore idrico sta provvedendo alla posa in opera di una tubazione dn 500 per l’approvvigionamento a favore di Vicopisano e Cascina, la tubazione avrà una portata pari se non oltre a 50 litri al secondo. Una tubatura più ridotta porta acqua a San Giuliano». Begliomini e Ciabatti insieme: «Ci pare che la decisione del Comune di Calci e della società Acque srl sia stata azzardata e improvvida. L’intera popolazione di Calci è costretta a subire».
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