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Marina, entro ottobre l’acqua nella vasca del porto

Marina, entro ottobre l’acqua nella vasca del porto

A ottobre, in coincidenza con il salone nautico di Genova, il bacino del nuovo porto turistico di Marina di Pisa sarà allegato e i lavori si concluderanno definitivamente la prossima primavera

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«A ottobre, in coincidenza con il salone nautico di Genova, il bacino del nuovo porto turistico di Marina di Pisa sarà allegato e i lavori si concluderanno definitivamente la prossima primavera». Lo ha annunciato Stefano Bottai, presidente della Boccadarno spa, la società che sta realizzando la nuova infrastruttura capace di ospitare circa 430 posti barca, 80 dei quali sono già stati venduti. Dopo alcuni mesi di difficoltà economica, «legata soprattutto alla crisi globale - ha spiegato Bottai - abbiamo ottenuto il rifinanziamento completo da parte delle banche per riuscire a completare l'intervento: un pool di banche, molte delle quali locali, insieme a Banca Popolare e Banca Intesa, ci ha concesso un'altra linea di credito di oltre 30 milioni di euro che ci consente di procedere speditamente fino alla conclusione dei lavori». Il cantiere era stato aperto il 26 aprile 2010 e già entro l'inizio della stagione estiva il bacino del porto turistico avrebbe dovuto essere allagato, ma i lavori si sono interrotti proprio in attesa del rifinanziamento da parte delle banche che garantisse liquidità alla Boccadarno spa per pagare le ditte incaricate di costruire materialmente il porto. «Questi oltre 30 milioni che si aggiungono ai 55 già investiti finora - ha sottolineato Bottai - dimostrano che le banche credono ancora nel nostro progetto e pur in tempi difficili per la finanza mondiale hanno accettato di sostenerci». Il piano complessivo prevede anche un'area edificabile, a ridosso dello scalo, dove realizzare appartamenti: «Visto l'andamento del mercato immobiliare - ha però precisato Bottai - valuteremo con calma come operare e probabilmente lo faremo un pò alla volta. Anche perchè finora i nostri uffici hanno ricevuto una forte domanda di residenzialità e quindi potremo optare per la costruzione non tanto di seconde case per le vacanze, ma di appartamenti per le famiglie, il che ridurrebbe, naturalmente, il numero di costruzioni».

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