«Diritti alle unioni civili, ma niente nozze gay»
Rosy BIndi alla festa del Pd torna sulla questione delle unioni di fatto, le reazioni di alcuni giovani in platea
Dopo le contestazioni all'interno del partito, dopo le accuse ricevute a Roma, l'onorevole Rosy Bindi è tornata a parlare del tema più discusso degli ultimi giorni, quello delle unioni di fatto. Ieri sera il presidente dell'assemblea nazionale del partito di centrosinistra ha ribadito la propria posizione e quella dello schieramento davanti al pubblico della Festa del Pd di San Piero a Grado: «Nella nostra carta si parla di unioni civili - ha affermato l'onorevole Bindi - Noi garantiremo diritti alle unioni civili nel solco della Costituzione, c'è però una sentenza della Corte Costituzionale che vieta i matrimoni omosessuali. Non si parla, quindi, di matrimonio ma di diritti da riconoscere, come ha stabilito la Corte che ha ammesso i diritti alle coppie omosessuali ma ne esclude il matrimonio».
Timide sono state le reazioni di alcuni giovani che hanno provato a ribadire che un vuoto legislativo non corrisponde ad un divieto ma ad una possibilità di legiferazione.
La Bindi ha ricordato come già nel 2007 aveva proposto le unioni delle coppie di fatto con i Dico e ha invitato «coloro che hanno sbagliato nel metodo e non nel merito" a pensare ai diritti come una conquista progressiva che non deve, con certi toni, "far pensare che ci siano spaccature all'interno del partito". «Bersani ha proposto che si elabori una legge secondo il modello tedesco - Ha proseguito la Bindi - Ma Bersani è intelligente perché ha detto “nei dintorni del modello della Germania” perché la Costituzione tedesca non è quella italiana».
Salomonicamente, l'onorevole ha preferito poi rimandare ai principi generali della democraticità la soluzione di certe controversie, tra le rimostranze di alcuni presenti alla serata che non ritenevano i diritti civili primari nel dibattito.
L'onorevole ha anche parlato di legge elettorale, Europa e crisi, criticando aspramente la riforma del lavoro del ministro Fornero: «La ricetta che ci è stata imposta dall'Europa per uscire da questo periodo difficile è stata seguita con molta responsabilità da questo governo ma c'è bisogno di rinnovamento e di un'altra politica per far uscire l'Italia dalla crisi. Noi sosterremo l'esecutivo fino alla sua fine naturale, a quel punto, siamo disposti ad alleanze con Casini e Vendola se questo vuole significare il bene del paese».
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