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Pisa

Università, Pisa scende nella graduatoria Censis

di Danilo Renzullo
Università, Pisa scende nella graduatoria Censis

Perde una posizione rispetto all’anno precedente tra gli atenei più grandi Nelle classifiche pubblicate da Repubblica nessuna facoltà è tra le prime tre

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PISA. Una posizione in meno in classifica e nessuna facoltà sul podio delle migliori in Italia. È questa la fotografia dell'Università di Pisa contenuta nella classifica degli atenei italiani redatta dal Censis e pubblicata nella “Grande Guida Università 2012-2013” del quotidiano “la Repubblica”. Nella graduatoria del Censis, stilata prendendo in esame numerosi indicatori e in particolare valutando servizi, strutture, rapporti con le università straniere, servizi web e spese per la ricerca, l'Università di Pisa si piazza al 5° posto nella categoria dei “mega” atenei (università con più di 40mila iscritti). Con un punteggio di 84,6 perde una posizione rispetto allo scorso anno e viene scavalcata dall'Università di Firenze che, con un punteggio di 85,2 si attesta al terzo posto guadagnando due posizioni rispetto al 2011. A dare le spalle all'Ateneo pisano sono anche l'Università di Torino (al quarto posto con un voto di 84,9), quella di Padova che, con un voto di 87,5, si piazza al secondo posto, e l'Università di Bologna che con il punteggio di 91,5 si conferma la “dotta” d'Italia tra gli undici mega atenei della classifica.

In Toscana, l'Università di Siena primeggia nella categoria “medi” (atenei dai 10mila ai 20mila iscritti) con il punteggio (103,1) più alto in assoluto ottenuto tra tutte le università. Per Pisa è una sorta di campanello d'allarme che suona ancora più forte se si prendono in esame le classifiche delle singole facoltà il cui voto è calcolato in base all'analisi di produttività (regolarità nei tempi di laurea), didattica e ricerca. Secondo la classifica del Censis, nessuna facoltà pisana Pisa è degna di una delle prime tre posizioni in Italia. «Aspettiamo di poter leggere i criteri utilizzati, ma l'esperienza degli anni passati ci insegna che spesso sono discutibili», commenta Massimo Augello, rettore dell'Università, che si chiede: «Studenti che in percentuale più alta si laureano nei tempi dovuti indicano un ateneo efficiente o piuttosto uno con percorsi formativi più “facili”, dove magari si privilegia la velocità della laurea a scapito della sua qualità? Siamo poi sicuri che un ragazzo che si accinge a frequentare facoltà quali, ad esempio, Ingegneria, Medicina, Economia, non riconosca in Pisa una tra le sedi di maggior eccellenza in Italia? Le classifiche sulle università – conclude il rettore - vanno analizzate con equilibrio e senso critico. Servono piuttosto ad avere conferma dei propri punti di forza e maggior coscienza degli aspetti di debolezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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