Il Tirreno

Pisa

Slot, respinto il sequestro di mezzo milione di euro

di Luca Tronchetti
Slot, respinto il sequestro di mezzo milione di euro

Un giocatore pisano aveva chiesto l'intervento del giudice contro la società Snai per un tagliando contestato dopo l’errato funzionamento tecnico del sistema

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LUCCA. Una sentenza molto importante per il gruppo Snai di Porcari che in questi mesi ha visto moltiplicarsi cause civili e richieste risarcitorie milionarie per il guasto tecnico avvenuto il 16 aprile scorso alle slot machine video lottery delle varie sedi. Uno dei tanti giocatori che si era sentito defraudato di una vincita in grado di cambiargli la vita ha chiesto al giudice il sequestro conservativo dell’importo indicato nel biglietto: 494.123 euro, divenuti 550mila euro con interessi e spese legali dopo l’istanza presentata in tribunale. Ma la decisione del giudice civile Giulio Giuntoli è stata una doccia gelata. Il ricorso viene respinto e la motivazione non sembra lasciar adito a dubbi interpretativi. Il biglietto della vincita non è un titolo di credito, come per esempio un assegno, e non basta che il tagliando esca dalla macchinetta con un importo determinato affinchè il gestore paghi puntualmente l’importo soprascritto.

Il sistema VTL è controllato dal Ministero e per ottenere la vincita occorre rispettare il contratto di pagamento stilato dai Monopoli di Stato. E i legali della Snai hanno buon gioco a discolpare la società: il difetto della validazione del biglietto è causato da un errato funzionamento del sistema tecnico avvenuto in quel giorno e in quella fascia oraria. Per il giudice quindi nessun diritto vantato in concreto da parte del vincitore. Che adesso, se lo vorrà, dovrà intentare una causa civile ordinaria come hanno già fatto numerosi giocatori che quel 16 aprile 2012 si sono sentiti milionari.

Protagonista, suo malgrado, della vicenda Giampiero Pettinato, 59 anni, residente a Santa Luce (Pisa). L’uomo, assistito dall’avvocato Annalisa Cecchetti del foro di Pisa, il 16 aprile 2012 alle 15.45 si trova in un punto Snai a Livorno intento a giocare con una videolottery. Improvvisamente s’illumina il terminale, parte il jingle e fuoriesce un ticket che reca l’importo della vincita: 494.123 euro. Fuori di sé dalla gioia si precipita dagli addetti alla sala presentando il tagliando vincente. Ma i gestori del punto Snai non sentono ragioni. Non vogliono pagare. Così il giocatore si rivolge all’avvocato e il 15 maggio deposita alla sede legale di Porcari una richiesta di pagamento. Pensa di essere nel giusto perché ha raggiunto senza superarlo, come è accaduto ad altri scommettitori quel giorno, il jackpot massimo che è di 500mila euro. Ma la richiesta resta lettera morta.

A quel punto l’avvocato del giocatore chiede al giudice di emettere una misura cautelare immediata da eseguirsi attraverso il sequestro di beni mobili o immobili dell’importo di 550mila euro per il rifiuto della Snai ad ottemperare all’obbligazione. I legali della Snai si oppongono motivando il mancato riconoscimento della vincita ad un problema verificatosi quel 16 aprile alla piattaforma elettronica gestita dalla Barclest, società inglese che fornisce la tecnologia. Il giudice l’altro giorno scioglie la riserva e respinge il ricorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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