Il Tirreno

Pisa

Lo Zambra soffre Rovi infestanti e una giungla di spine

di Pierluigi Ara
Lo Zambra soffre Rovi infestanti e una giungla di spine

Ai Tre Colli e a Montemagno la protesta dei cittadini «Un degrado inaccettabile, è necessario intervenire»

2 MINUTI DI LETTURA





Degrado avvilente, arbusti che hanno invaso il letto dei torrenti, rovi infestanti in vaste zone. Sono messi davvero male gli alvei dello Zambra di Tre Colli e dello Zambra di Montemagno così come il greto dell’Aldio, il canale macinante “aiuto” dei corsi d’acqua ai tempi dei mulini, dei frantoi, dei pastifici e dei laboratori artigiani azionati dalla forza idraulica.

Le erbacce, sempre più alte, la fanno da padrone, incontrollate al monte e al piano. Sporcizia e un brutto spettacolo da vedere, anche ricettacolo di insetti. Come biglietto da visita per chi arriva da fuori, attratto dalle bellezze paesaggistiche e dai monumenti ricercati perché importanti.

Gaetano Prestia denuncia: «Vista la passività degli organi preposti, insieme ad alcuni vicini mi sono improvvisato bonificatore di alcune aree prospicienti lo Zambra in località Baragaglia. Parlare di vergogna è poco, evocare il pericolo è il minimo che si possa fare. La nostra attrezzatura è costituita soprattutto da decespugliatori e, limitati ad affrontare la massa di vegetale incredibile, che va rimosso dal torrente. In alcuni tratti il torrente è del tutto cancellato dalla giungla di spine e dai cespugli».

Loretta Bertolini va giù sodo: «Mi sono rivolta più volte agli amministratori. L’assessore comunale Mario Pellegrini può dare conferma. Mi rispondono tutti che non ci sono soldi. Sempre questa spiegazione che non condivido perché si tenga conto che in tanto le tasse le paghiamo e profumatamente, senza ottenere i servizi fondamentali. Spetta al consorzio Fiume e Fossi o alla Provincia o al Comune? Si palleggiano le responsabilità».

«Credo che spetterebbe al consorzio attivarsi per porre fine a qualcosa di veramente inaccettabile», rileva Giovanni Rossi il quale osserva che comunque l’ente locale dovrebbe tutelare i residenti sul territorio.

Paolo Destri mette in guardia: «Si pensi quanto avvenne due o tre anni fa quando La Corte andò sotto perché il Vallino di Certosa inondò strade e case. Cosa si aspetta ad effettuare tagli e assicurare la più elementare pulizia dei torrenti?».

Un passo ufficiale sul piano istituzionale lo ha fatto Paolo Lazzerini, capogruppo della lista civica “Calci nel cuore” che, anche come membro della commissione lavori pubblici e difesa del territorio, si è rivolto al consorzio di bonifica ufficio Fiumi e Fossi, al dipartimento del territorio, difesa del suolo della provincia sollevando lo scottante problema. Lazzerini reclama la manutenzione del reticolo idraulico. Afferma: «Non possono essere più tollerabili le situazioni di degrado e criticità, sotto gli occhi di tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera