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Pisa

Le leggi della robotica si scrivono alla Scuola Sant’Anna

di Gianni Parrini
Le leggi della robotica si scrivono alla Scuola Sant’Anna

PISA. Il primo a parlare di leggi della robotica fu Isaacs Aismov verso la fine degli anni Quaranta. Ma Asimov, oltre ad essere uno scienziato e un divulgatore era soprattutto uno scrittore di...

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PISA. Il primo a parlare di leggi della robotica fu Isaacs Aismov verso la fine degli anni Quaranta. Ma Asimov, oltre ad essere uno scienziato e un divulgatore era soprattutto uno scrittore di fantascienza e usava le tre leggi solo nei suoi romanzi. Ora il tema sembra uscire dall’ambito della fiction per investire la realtà. E così al Sant’Anna di Pisa filosofi, giuristi e scienziati si sono riuniti per la stesura del “libro bianco” sul diritto della robotica. All’incontro, inquadrato nell’ambito del progetto europeo di studio “RoboLaw” ha partecipato anche il professor Stefano Rodotà. «Siamo di fronte a nuove sfide – ha spiegato Rodotà – Occorre pensare ai modi di inquadrare il rapporto tra l’uomo e la macchina nell’ambito giuridico. I corpi degli uomini sono sempre più integrati da componenti robotiche ma questo mette in crisi il nostro concetto di normalità, legato all’umano privo di manipolazioni. Prendiamo il caso di Oscar Pistorius: il fatto che l’atleta sudafricano corresse con delle protesi al posto delle gambe ha posto delle questioni regolamentari che investono proprio questi temi. Se non affrontiamo l’argomento per tempo – ha concluso Rodotà – rischiamo di ritrovarci tra con una guerra tra umani e postumani».

Il progetto “RoboLaw” è coordinato da Erica Palmerini, docente di diritto privato al Sant’Anna e ha iniziato a svilupparsi nei primi mesi del 2012.

I problemi legati al rapporto uomo-macchina sono stati affiorati (in piccolo) già nel caso del Dustbot, il robottino che per due mesi ha raccolto la spazzatura per le strade del centro storico di Peccioli. Per avvertire i cittadini della presenza e del servizio svolto dal robot è stato necessario creare una cartellonistica stradale apposita.

L’inquadramento giuridico delle macchine si annuncia lungo e complicato: l’approccio multidisciplinare proposto nel progetto RoboLaw consentirà di portare “il libro bianco” sul diritto robotico davanti alla Commissione Europea entro il 2014 (il progetto è finanziato con un milione e 500 mila euro) e potrebbe costituire la partenza per l’eventuale introduzione di regole da parte delle istituzioni europee per armonizzare il quadro normativo. Il convegno pisano si concluderà oggi con una giornata dedicata alla presentazione di alcuni casi di studio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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