Tolto il volontario a una coppia di anziani invalidi
L'appello dei due: senza aiuto non ce la facciamo. L'assessore: mancano i fondi, ma non vi lasceremo da soli
Anziani, disabili e senza sufficiente assistenza. È la storia di due pisani, entrambi invalidi al 100%, cui è stata revocata dal 1° luglio prossimo l'assistenza domiciliare che ogni 15 giorni faceva arrivare un volontario della Pubblica Assistenza ad accompagnarli a fare la spesa o a ritirare la pensione all'ufficio postale. "Per noi è stato un dramma apprendere che non avremo più questo servizio e ci sembra che le ingiustizie si abbattano sempre sui più deboli", lamentano i coniugi Bendoni, protagonisti di questa triste storia. "Mio marito Augusto è affetto da invalidità agli arti inferiori e superiori, soffre di epilessia e necessita di un'assistenza continua che io non posso fornirgli, essendo a mia volta invalida e non autonoma nel deambulare", continua Assunta. "L'assistenza domiciliare di cui usufruiamo cinque giorni a settimana è solo di un'ora e permette di sollevarci soltanto da una piccola parte delle necessità". La commissione valutatrice della Società della salute, però, ha deciso che esistono situazioni più gravi da coprire.
Tutti i dettagli sul giornale in edicola
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
