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Misericordia, bagarre sul voto. In nove ritirano la candidatura

Misericordia, bagarre sul voto. In nove ritirano la candidatura

Dopo quattro esclusioni, nove aspiranti alle cariche scrivono una lettera ai soci in cui contestano la commissione elettorale, i modi con cui si è andati alle urne e la validità del cda che verrà eletto

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L'accordo sul personale è slittato a martedì, ma anche il voto non avviene così tranquillamente in casa Misericordia. C'è infatti già aria di bufera sulle urne aperte oggi, dalle 8 alle 18, nella sede della venerabile arciconfraternita, al Cep, perché un gruppo di candidati si è ritirato contestando modalità e fatti e scrivendo una lettera ai soci in cui spiega le proprie motivazioni. Secondo il gruppo "la commissione elettorale non è stata eletta secondo i dettami del regolamento elettorale in vigore, alcuni candidati sono stati espulsi dalla lista con motivazioni scorrette e in qualche caso pretestuose, mentre altri candidati, che presentavano condizioni analoghe, sono stati ammessi".

E vediamo da chi è composta la commissione elettorale: in primis da Vincenzo Littara, direttore della Banca di Cascina, con cui la confraternita ha un prestito, l'avvocato Enrico Fascione, e la signora Miranda Bonturi, del gruppo Fratres.

Si sono invece ritirati cinque aspiranti probiviri: Pieluigi Antonucci, Maristella Barbuti Palandri, Enrico Campani, Paola Meacci e Roberto Nelli; i candidati a vicegovernatore Giuseppe Cagnoni e Lara Magagnini, e i residenti magistrali Sergio Benvenuto e Luca Bertini. E gli esclusi?

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