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Scogliere più forti per riavere le spiagge
Marina: sette milioni stanziati dalla Provincia per ricostruire le barriere danneggiate di fronte a via Crosio e piazza Viviani
PISA. A Marina di Pisa alcune scogliere non svolgono più la loro funzione di difesa, anzitutto dell’abitato. Le mareggiate hanno colpito duramente lo scorso inverno. Ora occorre intervenire. La Provincia annuncia così l’intenzione di “girare” su Marina quasi 7 milioni di euro, praticamente l’intero budget regionale residuo, divisi in due azioni distinte. La prima, a settembre, per sistemare le barriere che avevano provocato allagamenti in via Crosio. La seconda, in tempi successivi, per difendere altri trecento metri di abitato a sud. Ma c’è un elemento in più, sicuramente particolare, che spunta: entrambi gli interventi saranno realizzati in modo da favorire, naturalmente, il ricrearsi delle spiaggette sotto costa. Una caratteristica storica di Marina, “mangiata” però dall’azione incessante delle onde. E’ da tempo che l’idea circola, il problema è che - essendo quello dell’anti-erosione un settore senza ricette certe - si procede per tentativi. Dunque, dopo che le opere saranno state completate, sarà interessante vedere se pian piano (ci vorrà pazienza) la sabbia tornerà ad emergere e il mare si ritirerà un po’ verso il largo.
Lavori a nord. Novità di ieri è che la Provincia ha stanziato 750mila euro, fondi regionali, «per mettere in sicurezza l’estremo settentrionale del centro abitato di Marina, tra piazza Viviani e il cantiere del nuovo porto turistico di Boccadarno», dice l’assessore alla difesa del suolo Valter Picchi. L’ente deve ora pubblicare il bando per assegnare i lavori, il cui avvio è previsto a metà settembre, ovvero dopo la fine della stagione balneare. Le opere consisteranno nel rinforzamento e rialzamento delle scogliere, per uno sviluppo complessivo di circa 400 metri, così da riportare il profilo della sommità a quota più 3 metri sul livello del mare. Sono state le mareggiate dello scorso dicembre a rendere ancor più precaria la stabilità delle barriere 1 e 2 (questa la loro denominazione): dal 15 al 17 si è abbattuta su quel tratto di litorale la forza di onde che, al largo, hanno raggiunto i 6 metri di altezza. Adesso le scogliere, in certi punti, non riescono ad ergersi oltre i 50 centimetri. L’intervento mira quindi a ripristinare la situazione originaria: niente ghiaia a riva e niente barriere soffolte, cioè sommerse, come invece si trovano circa un chilometro più avanti. «Tra piazza Viviani e Boccadarno il sistema di difesa è obbligato - spiega Picchi - per la presenza del nuovo porto e dello stabilimento balneare Gorgona, che non permettono stravolgimenti dell’area». Gli esperti della Provincia, di fronte al rafforzamento delle dighe esterne, prevedono di conseguenza che, lungo la costa corrispondente, possa tornare a formarsi una spiaggetta gradita ad abitanti e bagnanti. Non è escluso, in prospettiva, di incoraggiare questo nuovo arenile anche con ripascimenti, portando sabbia di altre zone.
Lavori a sud. Si trova nel frattempo in fase di progettazione definitiva il secondo intervento che l’amministrazione provinciale ha deciso di eseguire a Marina, la fascia di litorale pisano più colpita dal fenomeno dell’erosione. In questo caso, con una spesa di circa 6 milioni di euro, si metterà mano alla cosiddetta cella 5, ovvero la scogliera che partendo nei pressi di piazza Gorgona si estende per circa 300 metri verso nord. Anche quella barriera risulta fortemente danneggiata e non più in grado di svolgere la sua funzione di difesa. Diverso il tipo di intervento rispetto alle barriere 1 e 2: in questo tratto i fondali sono più consistenti, toccando i 6 metri. I progetti prevedono quindi il passaggio a dighe sommerse e potenziate. Le caratteristiche complessive escludono di nuovo il ricorso alla ghiaia per formare la spiaggia e, per i tecnici, si creeranno le condizioni perché l’arenile di sabbia si “ricostruisca” in modo naturale. Invece non sono più previsti, al momento, interventi anti-erosione nell’ampia fascia a sud che porta sino al confine con Tirrenia, caratterizzata dal susseguirsi di stabilimenti balneari. I problemi negli ultimi anni, spiegano i tecnici, in quella zona si sono abbastanza attenuati. La presenza della cosiddetta cella Milano, nei pressi del bagno Lido, permette un discreto accumulo di sedimenti nell’area del bagno Marta. E’ la sabbia che, annualmente, prima della stagione estiva, gli stabilimenti (con un intervento autorizzato e finanziato in proprio) utilizzano per il ripascimento.
Ghiaia da spianare. Il caldo in arrivo fa scoppiare la voglia di mare e sul litorale sono già in aumento i bagnanti. La prossima settimana dovrebbe finalmente essere eseguito lo spianamento delle spiagge di ghiaia per eliminare la “cresta” provocata dalle onde nel periodo invernale, favorendo così fruibilità e tintarella degli appassionati di quel tratto libero di litorale.
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