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Pisa

Ikea supera l’ultimo ostacolo La Regione ha dato il via libera

di Daniele Benvenuti
Ikea supera l’ultimo ostacolo La Regione ha dato il via libera

La superficie di vendita per la grande distribuzione è stata redistribuita nelle tre macro-aree toscane Il 58% degli spazi va alla zona della costa: 20.000 metri quadri per gli svedesi, altri 7.000 disponibili

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PISA. L’ultimo ostacolo per l’apertura di Ikea a Pisa è stato superato. Dalla Regione, infatti, è arrivato il via libera all’insediamento lungo l’Aurelia attraverso una delibera di giunta che ha concesso i metri quadri commerciali al colosso svedese per realizzare e aprire il suo secondo punto vendita in Toscana dopo quello di Sesto Fiorentino. Un passaggio obbligato, dopo la variante approvata dal consiglio comunale, per concedere il definitivo benestare.

Ecco i 20.000 mq. La Regione ha provveduto a redistribuire la così detta Svag (superficie di vendita autorizzabile per le grandi strutture) nelle tre aree in cui è divisa la regione: Toscana della costa (le province di Pisa, Massa, Lucca e Livorno), quella centrale (Firenze, Pistoia e Prato) e quella interna e meridionale (Arezzo, Grosseto e Siena). Sono 48.159 i metri quadri a disposizione, quindi, per insediamenti di grande distribuzione. Il 58% di questa superficie (27.932 metri quadri) è stata assegnata proprio alla Toscana della costa; oltre 12mila metri quadri all’area interna e meridionale e poco meno di 8mila all’area centrale. Ikea, quindi, potrà utilizzare i 20mila metri quadri che le sono necessari per il suo store del mobile; i restanti, probabilmente, saranno divisi tra Crespina e Livorno. Ai questi due Comuni nella precedente distribuzione della Svag (il primo per l’outlet di Lavoria e l’altro per il Nuovo Centro della città labronica) toccarono poco più di 10mila metri quadri rispetto ai 15mila richiesti, lacuna che potrebbe essere colmata da questa delibera.

I criteri. Ma come si è arrivati a determinare questa superficie per l’area pisana? Innanzitutto la Regione ha preso in esame le superfici avanzate nelle singole aree rispetto l’ultima programmazione del 2009. Superfici con una «frammentazione tale da non rendere sempre possibile – si legge nella delibera della giunta – il rilascio di nuove autorizzazioni, determinando in alcune aree vaste e settori merceologici, una situazione di impossibilità di attivare nuove grandi strutture di vendita». La somma delle tre aree (tra superfici per non alimentare, alimentare e ampliamenti) è appunto di 48.159 metri quadri. A questo punto si sono cercati i criteri per la sua distribuzione eliminando, però, la ripartizione tra superfici destinate alle nuove aperture, gli ampliamenti, alimentare e non alimentare. Primo criterio, quello dei dati relativi al consumo del suolo, alla produzione dei rifiuti ed alla qualità dell’area. Così si legge nella delibera: «L’area della Toscana della costa presenta un consumo del suolo non eccessivo anche se significativo; mentre la produzione dei rifiuti, pur essendo elevata risulta inferiore a quella rilevata nella Toscana centrale. Per quanto riguarda la qualità dell’aria rapportata all’estensione territoriale, solo tre comuni presentano picchi di inquinamento».

Pisa la migliore. Queste valutazioni hanno quindi determinato l’assegnazione di livelli diversi di superfici tra le tre aree con prevalenza per l’area della costa visto che “presenta ancora margini per l’insediamento di nuove grandi strutture di vendita – recita ancora il documento della Regione - soprattutto relativamente ad alcune tipologie distributive non ancora presenti sul mercato”. All’area di Pisa, Livorno, Massa e Lucca, perciò, la superficie maggiore visto che Firenze ha già con una rilevante presenza di grandi strutture e la Toscana interna a una domanda da sempre debole.

Confesercenti attacca. «Una scelta sciagurata da parte del governatore Rossi – tuona il direttore di Confesercenti Marco Sbrana - che avrà ripercussioni pesanti sull’economia dei negozi tradizionali dell’area pisana. Non dimentichiamo infatti che tutta la nuova grande distribuzione prevista dalla delibera regionale, che definerei delibera Ikea, si concentrerà nell’area tra Pisa e Livorno. Dispiace che proprio il governatore Rossi si sia dimenticato delle sue dichiarazioni sia in campagna elettorale che appena insediato. Dichiarazioni in cui – conclude Sbrana – ammetteva l’eccessiva presenza di grande distribuzione in Toscana. Indicando addirittura Pisa come un’area satura nel rapporto tra strutture e popolazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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