Nasce a Pisa a novembre la sigla della Fai
Secondo il gip di Perugia la sigla per le rivendicazioni Fai-Fri nasce proprio a Pisa, in casa della coppia Fosco-Di Bernardo nel 2011 e verrà usata poi per gli attentati di dicembre. Lo racconta una...
Secondo il gip di Perugia la sigla per le rivendicazioni Fai-Fri nasce proprio a Pisa, in casa della coppia Fosco-Di Bernardo nel 2011 e verrà usata poi per gli attentati di dicembre. Lo racconta una intercettazione ambientale: con i due c’è un altro arrestato, Giuseppe Lo Turco. In quel frangente, scrive il gip, «veniva captato un file jpg dal titolo ‘fai italiano’, che Fosco mostrava a Lo Turco». L’immagine, ormai nota, delle cinque frecce convergenti sovrastate da una stella nera con la lettera A, «risulta modificata il 10 novembre 2011», «sulla base dell’originale logo della Cospirazione delle cellule di fuoco». L’immagine viene anche mostrata a Gabriel Pombo Da Silva che, sebbene in carcere, ha in uso un telefono cellulare e un indirizzo email. Il detenuto dice che gli è tanto piaciuto che se lo farà tatuare ma Fosco, che poi in parte la modificherà, replica «che è in marcia ma non pubblico».
L’altra intercettazione, del 16 giugno 2011, riguarda la telefonata fra un altro degli arrestati di ieri, Gabriel Pombo da Silva, e la Di Bernardo.
«In Europa - direbbe in sintesi l’uomo - ci sono tante persone che vogliono far parte della Fai, con un unico obiettivo: colpire il nemico comune».
E aggiunge: «Non tutti c’abbiamo la coscienza di lottare contro il dominio per una questione specifica...vuole dire che ci sta una lotta, ci sta l’azione, ci stanno i mezzi per esprimere la cosa e si lotta contro lo Stato, capitale, i suoi sbirri, le sue istituzioni... Ti ricordi l’esperienza del 2003, quando ero latitante, quello che aveva scritto la Fai. C’era l’organizzazione e il progetto era valido, bellissimo. La gente vuol far parte di quel progetto, in tanti paesi, anche in Grecia». (c.v.)
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