Il Tirreno

Pisa

Disabili, il caso ticket in Regione

di Luca Daddi
Disabili, il caso ticket in Regione

Presentata un’interrogazione, ma la Sds ribatte: i pasti nei centri diurni non sono prestazioni sanitarie

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PISA. Si allarga il coro di voci contro l’introduzione di ticket (massimo 4 euro) a carico delle famiglie dei disabili che consumano i pasti nei centri diurni. Dopo il Coordinamento etico nazionale caregiver, che ha diffidato la Società della salute della zona pisana, scende in campo Marina Staccioli, consigliere regionale del Gruppo Misto e coordinatrice di Movimento Identità Toscana.

«Far pagare il pasto alle famiglie dei disabili gravi è un provvedimento non solo ingiusto, ma anche discutibile sotto il profilo giuridico», afferma Staccioli.

«In merito alla legittimità della compartecipazione economica – dichiara Staccioli – ho già presentato un’interrogazione alla giunta: la Regione deve fare immediatamente chiarezza sulla vicenda, in quanto la giurisprudenza è già andata oltre».

«La Corte di Cassazione – continua la consigliera - ha recentemente respinto il ricorso di un Comune che richiedeva la compartecipazione delle spese per l’assistenza ai malati di Alzheimer, chiarendo che tali spese devono essere totalmente a carico del Servizio sanitario nazionale. In caso di grave disabilità, infatti, è impossibile distinguere tra prestazioni sanitarie e sociali: rientrano tutte nell’ambito sanitario e devono perciò essere gratuite. Per legge di Stato».

«È inutile appellarsi ai tagli al Fondo sociale nazionale – conclude Staccioli –. Se c’è la volontà politica, le risorse si trovano: basterebbe sforbiciare qualcosa dalle indennità degli alti dirigenti, non solo nel settore sanitario, per far saltare fuori un piccolo tesoretto».

Diversa la posizione della Società della salute (Sds) della zona pisana che ieri, in un comunicato inviato da palazzo Gambacorti, sede del Comune, ribadisce che «i centri diurni per disabili rientrano nella spesa sociale e pertanto è legittimo il ricorso da parte dei Comuni allo strumento della compartecipazione alla spesa».

L’assessore Maria Paola Ciccone, presidente della Sds, e i sindaci incontreranno le famiglie degli utenti dei sei centri diurni della zona pisana il 13 giugno (ore 14.45 il primo gruppo, ore 14.45 il secondo) «per chiarire i criteri delle scelte e ringraziare le famiglie per il sostegno ai servizi, indispensabile e prezioso per  il mantenimento degli stessi in questa fase difficilissima della vita del Paese».

«Una sola associazione di consumatori - prosegue la nota della Società della salute - solleva il tema della illegittimità della compartecipazione, ma dimentica che la normativa vigente distingue nettamente tra ambito sociale e ambito sanitario. La sentenza della Corte di Cassazione sui malati di Alzheimer non ha come conseguenza l'equiparazione dei centri diurni per disabili ai servizi di carattere sanitario. Occorre distinguere caso per caso. La Società della salute è aperta al confronto e alla condivisione ampia delle scelte, ma ha il dovere di amministrare con criteri di sostenibilità per non mettere a rischio tutto il sistema delle prestazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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