Per la gestione delle rinnovabili nuove regole
Il Parco regionale di San Rossore ha deciso di affrontare anche la materia delle energie rinnovabili per le proprie specifiche competenze riguardanti la gestione del territorio naturale protetto
Il Parco regionale di San Rossore ha deciso di affrontare anche la materia delle energie rinnovabili per le proprie specifiche competenze riguardanti la gestione del territorio naturale protetto e di valutazione delle ricadute ambientali che tali impianti possono avere.
Infatti, con la deliberazione del consiglio direttivo del 23 aprile scorso, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Toscana, ha fissato i criteri generali per la valutazione e la promozione di progetti di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili da localizzarsi entro i confini dell’area naturale protetta regionale. È stato il primo passo concreto per affrontare l’innovativa materia anche all’interno di aree naturali protette come i parchi, che porterà a una disciplina più precisa per questi impianti in aree di tale valore.
I criteri di cui si è dotato il Parco, in anteprima tra gli enti gestori di aree naturali protette in Italia, sono il frutto di un lungo lavoro di studio specifico del settore e del territorio del Parco, durato oltre due anni, coordinato dal professor Enrico Bonari della Scuola Sant’Anna e dal Cribe dell’Università di Pisa (Centro di ricerca interuniversitario per le biomasse da energia), in collaborazione con le strutture tecniche del Parco.
I criteri di cui si è dotato il Parco rispondono ad alcuni principi fondanti: anzitutto il non consumo di territorio naturale o semi-naturale ed in stretta connessione la conservazione degli ecosistemi e della biodiversità di questo territorio; ne consegue la preminente preservazione delle produzioni agro-alimentari presenti nel parco; vi è poi l’attuazione del principio delle filiere corte o “super-corte”, con l’azzeramento o la massima riduzione degli impatti negativi derivanti dai trasporti e dal consumo di risorse extra-locali; in questo senso un pilastro fondante della disciplina è stato il mantenimento di legami stretti e proficui tra gli impianti (con le relative produzioni) e le realtà locali interessate dagli impianti stessi, pertanto l’indirizzo di tutte le ricadute positive (economiche, ambientali, sociali), derivanti da tali produzioni energetiche, pressoché unicamente verso i territori locali del parco.
Il lavoro svolto, approdato alla disciplina approvata, è stato anche il risultato di un processo di partecipazione e di una serie di consultazioni e di azioni di sensibilizzazione con i soggetti locali interessati, primi fra tutti gli agricoltori. I criteri fatti propri dal Parco interessano tutte le fonti rinnovabili oggi presenti: pertanto riguardano sia il fotovoltaico e il solare termico, che l’eolico, che le biomasse, delle quali il territorio del parco è particolarmente ricco grazie ad una superficie forestale ed aree agricole che coprono oltre l’80% dell’area protetta, fino alla piccola geotermia ossia quella per impianti di singole utenze.
L’amministrazione del Parco ritiene dunque che il lavoro svolto ed appena approvato costituisca un serio e concreto contributo alla promozione ed allo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili anche all’interno di un territorio protetto e di valore, quale è il parco, fornendo certezze sulla fattibilità e sulle tipologie di impianti compatibili con questo territorio.
In questo quadro va sottolineato che i criteri licenziati stabiliscono inoltre un primo importantissimo punto di equilibrio tra le esigenze di produzione libera di energia pulita e le necessità (non derogabili) di tutela dell’ambiente naturale e di salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità, garantendo livelli elevati di sostenibilità ambientale e di compatibilità paesaggistico territoriale degli impianti.
presidente del Parco
di San Rossore
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google