Il Tirreno

Pisa

Ticket di 4,5 euro sui pasti dei disabili Genitori in rivolta

di Gianluca Campanella
Ticket di 4,5 euro sui pasti dei disabili Genitori in rivolta

Chiesto un confronto con l’assessore Maria Paola Ciccone Il caso sollevato dai Cobas, pronta una raccolta di firme

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. I parenti dei disabili ospitati nei centri diurni non vogliono pagare il contributo di 4,50 euro per la mensa e chiedono un incontro alla presidente della Società della Salute (Sds), che da statuto è l’assessore Maria Paola Ciccone. In questi giorni saranno ricevuti per trovare una soluzione.

Il caso è stato sollevato dai Cobas: ci sarebbe un disavanzo di 3,5 milioni accumulato dal consorzio di cooperative sociali a cui è stata affidata la gestione delle strutture per anziani e diversamente abili; pertanto la Sds chiede dal prossimo 4 giugno una «compartecipazione finanziaria» per ogni pasto consumato. Tuttavia, dopo la segnalazione dei sindacati, tra i cittadini interessati a evitare il balzello è scattata la consegna del silenzio e nemmeno i Cobas, che erano stati avvisati del problema, sono riusciti ad avere dettagli.

Per il momento si sa che ieri mattina era in preparazione un documento con cui si chiedeva il ritiro della misura e che alcuni dei parenti stavano raccogliendo le firme. Ma se il testo fosse finito sui giornali, le famiglie degli anziani e dei disabili avrebbero avuto imbarazzo a comparire con nome e cognome. Per non esporsi, è nata così l’idea di usare una rete di contatti: è stato avvicinato lo staff dell’assessore e richiesto un incontro senza intermediari per cercare un’intesa.

Quel che già si sa, però, è che siamo solo al primo tempo di una partita che si gioca non solo in città, ma anche a Roma. Infatti, i Cobas locali denunciano che la soluzione per coprire il “buco” sarebbe un mix di possibili tagli lineari al numero dei lavoratori e di richieste economiche alle famiglie; in questo modo «è affrontato con ottiche aziendalistiche un comparto del welfare dedicato alle persone improduttive: sono le più deboli e si dovrebbe pensare solo alla qualità della loro vita».

Invece, secondo i Cobas, pagano tutti: i lavoratori a tempo determinato che non sono riconfermati, i parenti di anziani e disabili e i ricoverati stessi, perché il «diktat efficientista riduce il monte ore di assistenza e il rapporto educatori/assistiti».

Ma i disabili cominciano a diventare un “peso” anche per le casse nazionali: il ministro Elsa Fornero ha prima velatamente proposto e poi smentito (dopo numerose proteste) il ritiro dell’assegno di accompagnamento per i disabili o, almeno, il suo collegamento con il reddito familiare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani