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Sotto la Torre pendente a difendere l’articolo 18

Sotto la Torre pendente a difendere l’articolo 18

Rifondazione comunista ha manifestato sotto la Torre pendente in difesa dell'articolo 18 della legge 300 del 1970, lo Statuto dei lavoratori. Il disgeno di legge sulla riforma del mercato del lavoro...

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Rifondazione comunista ha manifestato sotto la Torre pendente in difesa dell'articolo 18 della legge 300 del 1970, lo Statuto dei lavoratori.

Il disgeno di legge sulla riforma del mercato del lavoro che il Parlamento si accinge a discutere e ad approvare scardina l’ultima garanzia dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che neppure i governi guidati da Silvio Berlusconi erano riusciti a cancellare.

Se passa la controriforma l’obbligo della reintegra del lavoratore ingiustamente licenziato non ci sarà più. La reintegra diventerà un caso “estremo e improbabile”.

Nella stragrande maggioranza dei casi, le lavoratrici e i lavoratori che subiranno un licenziamento giudicato illegittimo, non potranno riottenere come sarebbe giusto il proprio posto di lavoro. Nonostante il giudizio di illegittimità.

Con l'entrata in vigore delle nuove normative, infatti, la reintegra viene di fatto abolita per il licenziamento illegittimo a cui il datore di lavoro d'ora in avanti apporrà l’etichetta del motivo economico.

Una motivazione la cui “manifesta insussistenza”, una volta cardine dei ricorsi contro i licenziamenti, è di fatto indimostrabile e che, comunque, anche in caso di dimostrabilità non garantirà la reintegra, che diviene solo una possibilità.

Il tutto al fine di scardinare, di fatto, l'articolo 18 in un Paese che ha già oggi un livello di protezione, una “rigidità in uscita” inferiore alla media europea secondo gli indici Ocse.

È questa la grave denuncia che anche a Pisa, nei giorni scorsi, i militanti del Partito della Rifondazione Comunista hanno voluto lanciare a difesa dei diritti sacrosanti del mondo del lavoro, in Piazza dei Miracoli.

Uno striscione, piazzato alla base della Torre pendente come in tantissime altre città del Paese, per ribadire la nostra vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, attaccati nelle loro tutele e nella loro stabilità.

Vicinanza che come Partito della Rifondazione Comunista oggi ribadiamo in tutta Italia dopo l'imponente raccolta di firme degli ultimi mesi ed in vista di un referendum che ci vedrà impegnati nella prossima stagione.

Segretario del Partito della Rifondazione Comunista

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