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Medici ospedalieri, la sfida sui tagli
«Primari e spese da contenere? Tomassini guardi tra gli universitari». Mobilità e energia, due manager sotto osservazione
PISA. «Caro Tomassini, prima di fare tagli ed accorpamenti, ti ricordiamo che c'è anche il Consiglio dei sanitari da consultare». Il promemoria per il direttore generale della Aoup Carlo Tomassini, arriva dal sindacato dei medici Anaao-Assomed. «Se si devono tagliare primari o accorpare dipartimenti, noi possiamo senza alcun dubbio aiutare Tomassini a farlo, indicandogli ad esempio di guardare bene l'invadenza e le competenze degli universitari che di fatto si stanno mangiando il nostro sistema ospedaliero». La spending review si deve fare sì ma coi sindacati.
I “primari fantasma". Tomassini, a proposito della spending review chiamata a gran voce dal presidente della Regione Enrico Rossi, aveva detto al giornale che c'era un surplus di primari pari a 5-6 unità circa. «L'assurdità - spiega Gerardo Anastasio segretario regionale dell Anaao - è che la nefrologia, le anestesie e la chirurgia maxillo facciale e la chirurgia della mano non hanno primari bensì soggetti facenti funzioni». Il caso della nefrologia, più che un caso è una vera e propria saga che va avanti dal 2007, tant'è che il 17 agosto 2011 è scattato un esposto alla Corte dei conti fatto dall'Anaao. Ad oggi, per i vari contratti di facente funzione, consulenza, coordinazione si sono spesi oltre 200mila euro per poi non avere un primario. Praticamente si è andati avanti a colpi di contratti e di concorsi banditi senza alcun esito.
«A nostro parere - si legge nell'esposto - si evidenzia un utilizzo improprio di risorse economiche per retribuire con contratti libero professionali collaboratori esterni in assenza di alcuna procedura di selezione interna o comparativa, basandosi esclusivamente sull'asserzione apodittica della "assenza di personale interno"». Se mancano dunque primari in alcune strutture (soprattutto ospedaliere) ve ne sarebbero di "occulti" in quelle universitarie. «In ambito universitario ci sono unità complesse, cioè divisioni o reparti, che in termini di posti letto e di dotazione di personale non raggiungono i requisiti per essere tali, e qui si crea lo spreco di risorse, e per rimpinguare le unità universitarie si va a incidere su quelle ospedaliere con trasferimenti forzosi». «Ai docenti universitari poi - spiega Anastasio - che non hanno neppure una mini unità operativa, vengono dati, per legge, dei programmi di implementazione ad esempio di un macchinario o di una metodica clinica e per questa attività vengono pagati come fossero primari nonostante non debbano gestire divisioni o reparti con responsabilità complesse e gravose come quelle che spettano a un primario vero».
Gli ospedalieri: figli di un dio minore. C'è un braccio di ferro tutto interno alla sanità pisana tra i camici bianchi ospedalieri e quei camici coi "galloni" dell'Università. «A Pisa abbiamo 1000 medici e di questi, 800 sono ospedalieri mentre i restanti sono universitari e quindi ci si dovrebbe aspettare un più alto numero di primari ospedalieri», dice Anastasio. Così non è. «Il numero di primari ospedalieri - dicono all’Anaao - è uguale a quello degli universitari e cioè, circa 40 unità». Di tutti i medici ospedalieri solo il 5% può ambire a un posto di primario mentre, la percentuale sale al 22% tra quelli universitari. «I primari universitari a differenza di quelli ospedalieri possono andare in pensione anche oltre a 70 anni e in alcuni casi oltre con ovviamente un aggravio sulle casse della sanità».
Il mobility manager. Il mobility manager è stato istituito con legge del 1998 e dovrebbe occuparsi di car pooling, car sharing, bike sharing e del trasporto a chiamata. Dovrebbe anche favorire la riduzione dei gas serra, la riduzione dell'inquinamento acustico, la decongestione del traffico. Un compito gravoso che non sembra aver dato risultati. Più volte abbiamo sottolineato l'ingolfamento, il parcheggio abusivo dell'intera area. Non vi sono stalli per il bike sharing e la maggior parte dei sanitari non sa neppure cosa sia il car sharing. Rimane la Lam. L'art 5 del decreto del 1998 prevedeva inoltre che il rinnovo del parco veicolare (vale per tutti gli enti pubblici) alla data del 2003 venisse fatto per una riduzione del 50% delle emissioni inquinanti grazie a nuovi mezzi elettrici, a metano e o a gpl. Il trasporto dei materiali all'interno è fatto con veicoli elettrici. E questo è un punto a favore del mobility manager.
L'energy manager. In maniera meritoria, il nuovo ospedale di Cisanello ha diversi impianti fotovoltaici. La struttura è nuova e dovrebbe essere al top per il risparmio energetico. Si scopre però che nel blocco 10, termosifoni e impianto di condizionamento sono del tutto "anarchici". I medici e gli infermieri, d'estate si devono ricordare di chiudere con un'apposita chiavetta i loro termosifoni. E questo succederebbe anche in altri edifici. Ogni tanto poi arriva al personale sanitario una email che ricorda di chiudere le finestre per evitare la dispersione di aria condizionata. Il buon senso deve arrivare per email.
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