Il Tirreno

Pisa

Il contratto fantasma, nebbie sul porto

di Carlo Venturini
Il contratto fantasma, nebbie sul porto

Nessuno ha pagato il Comune perché le aree non sono state ancora acquistate dai privati. Eppure il business va avanti

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PISA. Un contratto "fantasma" fa incagliare il porto nelle nebbie della prima commissione di controllo del Comune. «Non esiste alcun contratto con cui il Comune ceda le aree per il porto alla Borrello - ha detto l'assessore Andrea Serfogli - ed è per questo che la società non ha ancora versato al Comune gli oltre 3 milioni di importo per i terreni». Il Comune doveva incassare per l'esattezza 3 milioni e 700mila euro per la cessione dei terreni dalla Borrello, ma questa, nonostante gli inviti alla stipula del contratto, non si è mai presentata. Il contratto è dunque un'entità astratta. O meglio c'è, da qualche parte, una bozza. Di soldi invece non c'è neppure l'ombra. Tutto ciò è emerso grazie al consigliere di Rifondazione comunista (quello che aveva già fatto esplodere il caso Ikea-Navicelli-Comune) che in prima commissione ha fatto una semplice domanda: il Comune ha incassato o no i soldi dalla Borrello?

La risposta è stata spiazzante: il Comune non può incassare perché nessuno ha ancora comprato. Chi è passato in questi anni da Boccadarno, ha potuto notare la quantità di cantieri in opera per il porto e quindi avrà pensato che quei terreni su cui lavorava la Borrello fossero suoi. A che titolo dunque la società stava e sta lavorando su quei terreni visto che non li ha ancora comprati? «Alla Borrello - spiega Serfogli - è stato concesso il possesso delle aree fintanto che non fosse finita la bonifica». Una volta finita la bonifica, la Borrello avrebbe dovuto presentarsi in Comune a firmare il contratto e a versare l'importo. Il Comune ha sollecitato la società alla stipula del contratto almeno due volte, una di sicuro il 6 ottobre del 2010. Ma in commissione queste sollecitazioni non sono state prodotte. E neppure è stato prodotto il certificato (se esiste) che ufficializzi la fine della bonifica (lo deve produrre l'ufficio ambiente del Comune?). Così come, in prima commissione non c'era la convenzione del 2006, quella che ha dato il via al porto turistico di Boccadarno. E sulla convenzione scattano i primi quesiti: chi dovrebbe certificare la fine della bonifica, quando questa doveva finire e soprattutto quando la Borrello avrebbe dovuto di necessità comprare i terreni. «Non avevamo la convenzione in aula», si dice dalla commissione. Lo schema della convenzione l'abbiamo recuperato noi e nelle 37 pagine non c'è una sola data né un termine perentorio di fine bonifica o di acquisto a carico del "soggetto attuatore" (la Borrello). E forse il nodo sta proprio in questa lacuna della convenzione che non ha paletti perentori sulla tempistica.

Il Comune comunque si tutela imponendo alla Borrello il pagamento di un'indennità di occupazione dei suoi terreni il cui valore è stato valutato ben due volte: prima dagli uffici comunali e poi dall'agenzia del territorio. Questo "canone" di occupazione (a quale titolo? Per la bonifica?) dei terreni da parte della Borrello parte a novembre del 2011 ed arriva fino ad aprile di quest'anno. L'importo per il canone dovuto dalla società è di circa 80mila euro. Non sembra che neppure questa cifra sia stata pagata. Il 27 aprile sarebbe partita un'ingiunzione di pagamento alla società. Anche di questa ingiunzione non è stata prodotta la documentazione in commissione. Fatto sta che proprio i membri della commissione presieduta dal consigliere del Pdl Riccardo Buscemi già da domani faranno un'intensa attività istruttoria documentale. I punti da chiarire sono molti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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