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Sapienza, niente chiusura ma i lavori sono urgenti
Vertice in prefettura sulle lesioni allo storico palazzo dell’Ateneo dopo il sisma Per gli esperti non ci sono rischi immediati, ma bisogna consolidare la struttura
PISA. «Situazione certamente critica, ma non di allarme immediato»: con un comunicato ufficiale l’Università annuncia che il palazzo della Sapienza e la sua biblioteca al primo piano restano aperti, ma «l’Ateneo compirà le azioni necessarie alla messa in sicurezza dell’edificio e dei suoi occupanti - anche se impegnative e dolorose - per salvaguardare un patrimonio storico non solo dell’Ateneo stesso, ma di tutta Pisa».
A quasi una settimana dal terremoto che ha sconvolto l’Emilia e che si è sentito in tutto il Nord Italia, è questo il primo responso che giunge sulla situazione dell’immobile che più degli altri in città ha accusato le scosse: la sede della facoltà di Giurisprudenza. Infatti, il sopralluogo dei vigili del fuoco richiesto giovedì mattina dal rettorato e la riunione operativa di ieri in prefettura, hanno stabilito che lo sciame sismico ha provocato un aggravamento dei problemi esistenti sulla struttura della Sapienza; ma non c’è rischio immediato che il palazzo storico crolli e che sia in pericolo l’incolumità delle tante persone che ogni giorno lo frequentano.
Da tempo la Sapienza presenta evidenti fenomeni di dissesto, tanto che erano già in corso da diversi mesi alcuni rilevanti interventi di consolidamento e manutenzione, concentrati in particolare sul loggiato intermedio e nella parte dell’edificio sottostante i locali occupati ai piani superiori dalla Biblioteca universitaria. È proprio il peso dei 600mila volumi (fra cui preziosi manoscritti e cinquecentine) custoditi in quest’ultima a costituire il problema maggiore: il carico che sopportano i due piani della biblioteca «nel tempo o in caso di sisma potrebbe compromettere la stabilità dell’intera struttura», anticipano fonti accademiche. Nei prossimi giorni l’iter di verifica si concluderà con l’emissione di un verbale di notifica da parte del Comune, in cui ci sarà l’elenco dei lavori da sostenere per mettere in sicurezza l’edificio.
Il rettorato è pronto ad aprire il portafoglio; ad ogni modo, nella nota diffusa si fa notare che la biblioteca «nonostante il nome, non dipende dall'Università, ma dal ministero per i Beni e le attività culturali e sin dal 1823 ha sede nel Palazzo della Sapienza. Esso dal 1959 è in uso perpetuo e dal 2002 interamente di proprietà dell’Ateneo».
Un modo elegante per mandare un messaggio a Roma: l’immobile è nostro, ma il problema siete voi; quindi dateci una mano. Tutto questo, com’è ovvio, non c’è scritto in modo esplicito; ma l’interpretazione data non appare lontana dal vero. Per il momento l’attività del palazzo prosegue, anche se è aumentato il numero degli angoli transennati per caduta di calcinacci e quello degli archi nel cortile interno rinforzati con impalcature di legno.
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