Il Tirreno

Pisa

Una vita insieme nella trattoria che unisce la città

di Gianluca Campanella

Stelio e Mariagrazia festeggiano i 50 anni di matrimonio e i 47 passati fianco a fianco tra i fornelli in piazza Dante

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PISA. Stelio Berretta e Mariagrazia Neri oggi celebrano i loro 50 anni di matrimonio e i 47 anni, 3 mesi e 5 giorni di apertura della loro trattoria, “da Stelio”, in piazza Dante: per le nozze d’oro con il locale si stanno già attrezzando. Una coppia che a Pisa, e non solo, tutti conoscono: entrando “da Stelio” ci sono tantissime foto alle pareti che ritraggono avventori famosi. Ma è inutile chiedere alla coppia i cognomi dei giornalisti, attori e professori ritratti (ai “tempi” ci passava anche D’Alema): la signora risponde che «qui dentro chiamiamo tutti per nome e a volte non sappiamo neanche che i nostri sono clienti importanti». «Perché trattiamo tutti allo stesso modo», aggiunge il marito: dal magnifico rettore Bruno Guerrini (negli anni 1983-89, «che negli altri ristoranti faceva scattare tutti sull’attenti») all’operaio in pausa pranzo.

Non è l’unico ingrediente segreto della locanda: l’altra arma vincente è il carattere di Stelio, che si autodefinisce «un istrione». Due aneddoti (uno su come ha conosciuto sua moglie e l’altro sulla vita nella trattoria) lo dimostrano: «Dal 15 febbraio 1965, quando ho rilevato il locale, ho visto l’autunno caldo, le sommosse in Sapienza, la morte di Serantini e la storia con la Smipar», la scuola di paracadutismo che ha cambiato diverse volte nome. Stelio prosegue: «Per amicizia con alcuni militari e per passaparola, avevo sempre la trattoria piena e a loro facevo lo sconto. Il problema era che i parà erano tacciati di essere fascisti ed ero circondato da filo cinesi», cioè estremisti di sinistra. Un giorno questi ultimi lo minacciarono: «Ti mettiamo una bomba se i fascisti continuano a venire qui». E come ne è uscito? «Da buon pisano: ho invitato i capi dei cinesi a mangiare gratis. Dentro convivevano tutti e appena uscivano si picchiavano».

Poi l’incontro con la donna della sua vita: «Io facevo il barista alla Tazza d’oro; ho lavorato 16 anni da dipendente prima di mettermi in proprio. E portavo il caffè nello studio del notaio vicino». Lì era impiegata la signorina Neri, che «come tutte le donne d’epoca ti facevano aspettare: abbiamo fatto all’amore per due anni prima di sposarci». Stelio (77 anni) e Mariagrazia (72) hanno tre figli: Maurizio (49) che da tre anni ha preso in mano la gestione della trattoria, Simone (35) che gli dà una mano e Alessandro (46) che ha uno studio da geometra a Riglione. Ma Berretta senior è sempre «al centro della scena», come dice sua moglie: «Vuole gli occhi addosso e poteva fare l’attore; ma se oggi lo levo dalla trattoria va in stand by, perché si nutre di questa cosa». Lui conferma: «Ci vuole passione, sacrificio, coerenza e costanza per essere l’unica vera trattoria di Pisa. Io faccio il mangiare come lo cucinavano i miei nonni». Ecco, forse non si fida a lasciare tutto in mano ai figli? «Questo è un punto dolente: in questo mondo veloce tutti si adeguano»; come dire che cederebbero alla tentazione di cambiare stile. Ma se oggi hanno la possibilità si gestire «una cucina che non ha concorrenti, se la barca è avviata e fuori c’è disoccupazione», Stelio lascia una parvenza di possibilità di scelta: «Ragazzi fate voi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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