Il presidio
Il centro sportivo abbandonato rivive con l’occupazione
Occupy Pisa ha recuperato e riaperto i campi e un edificio incassando l’apprezzamento del comitato e dei residenti
PISA. Dall'abbandono e dal degrado degli impianti sportivi della Fontina nasce la "Nuova periferia polivalente": un centro sportivo e di aggregazione composto da una polisportiva autogestita (usufruibile anche da società sportive), mensa popolare, sale da ballo, ludoteca per bambini, area giochi da tavolo. È questo il nuovo e ambizioso progetto del movimento Occupy Pisa che ha riaperto gli impianti sportivi posti tra via di Pratale e La Fontina, procedendo alla riqualificazione dell'enorme area sportiva di proprietà della Provincia di Pisa e abbandonata al degrado e all'incuria da circa sei anni.
Al termine della manifestazione contro Equitalia di martedì scorso, i manifestanti hanno deciso di occupare quello che un tempo era non solo un centro sportivo ma anche un luogo di ritrovo e socialità, un grande spazio usato da diverse generazioni che giace nel totale abbandono. «Abbiamo riaperto e liberato dal degrado uno spazio pubblico, un bene comune - spiegano i militanti del movimento -. Occupy Pisa riparte da questi spazi insieme al quartiere e alla città per riprendersi ciò che per anni è stato sottratto: aggregazione, socialità e sport». Nell'area occupata è in corso la riqualificazione degli impianti e delle strutture: sono stati ripuliti e recuperati un campetto da calcio e uno da tennis mentre procede il recupero del secondo campetto da calcio, quello di basket e del grande campo da calcio con annessa pista di atletica e tribuna. È stato inoltre ripulito il viale di accesso agli impianti che unisce via di Pratale a via Carducci, creando così anche un passaggio pedonale e ciclabile tra le due strade, mentre è in corso di bonifica e disinfestazione lo stabile che ospitava spogliatoi, docce e altri locali diventati negli anni un "ricovero" di senza fissa dimora. «Nonostante le tante richieste, sollecitazioni e progetti avanzati dai residenti - denunciano i militanti di Occupy Pisa - questi migliaia di metri quadrati di patrimonio culturale, sportivo e sociale, sono stati abbandonati: addirittura decine e decine di litri di escrementi ed urina sono stati murati rischiando di diffondere una vera e propria epidemia sanitaria».
«Un tempo era uno spazio molto vissuto - racconta una "dirimpettaia" del centro sportivo - in questi sei anni di abbandono, invece, è diventato un ritrovo di senza fissa dimora: accendevano fuochi, bevevano tanto e spesso scoppiavano risse, mentre si accumulavano montagne di rifiuti. Ora siamo molto contenti della riapertura e del lavoro di questi ragazzi».
Dopo l'occupazione e l'inizio della riqualificazione, il movimento ha incassato da subito la solidarietà e la collaborazione del comitato cittadino "La Fontina", nato alcuni anni fa per opporsi alla cementificazione della zona e regolamentarne la viabilità. «Ci siamo incontrati con Occupy Pisa ed è stato un evento molto positivo - dice Fausto Gozzi, presidente del comitato - L'idea è di sviluppare una linea comune per permettere che l'area ritorni un posto vivo, sicuro e fruibile da tutti». Nei prossimi giorni sarà distribuito un questionario a tutti i residenti della zona per "capire l'idea di recupero dei cittadini e delineare il tipo di soggetti e attività che saranno protagonisti dell'area».
Intanto la Lega Nord contesta «l'ennesima occupazione di strutture pubbliche da parte dei centri sociali» e tramite Roberto Sala e Valerio Ciacchini, rispettivamente consigliere provinciale e consigliere a S. Giuliano, annuncia un'interrogazione provinciale e una comunale per chiedere «di intervenire per rientrare nella disponibilità degli impianti e far cessare l'occupazione abusiva».
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