Il presidio
La battuta dei carabinieri prosegue fino a sabato
GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Oggi è il terzo giorno di ricerche intorno a Gello a caccia di una traccia della signora Ragusa. Con gli uomini del comando provinciale di Pisa è al lavoro sul territorio...
GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Oggi è il terzo giorno di ricerche intorno a Gello a caccia di una traccia della signora Ragusa. Con gli uomini del comando provinciale di Pisa è al lavoro sul territorio anche il battaglione del Tuscania. Oggi in particolare saranno all’opera, su zone montane e in acqua, nei vari canali della zona, rocciatori e sub. I vari reparti in azione, decine e decine di uomini, poco meno di un centinaio, sono diretti dal comandante provinciale, colonnello Gioacchino Di Meglio, da quello del reparto operativo, colonnello Pietro Patrono, da quello della Compagnia, colonnello Gianni Fedeli, e da quello del nucleo investigativo, capitano Michele Cataneo.
La battuta proseguirà tutti i giorni con il solito orario tenuto domenica, dalle 6 del mattino alle dieci e mezza, questo per consentire ovviamente maggiore rapidità di esecuzione in momenti più tranquilli, fino a sabato. Non si esclude che possano ripetersi anche domenica, sarà una decisione che verrà presa nel corso della battuta, a seconda dello sviluppo delle ricerche. L’area presa in considerazione spazia in un raggio di circa venti chilometri partendo dalla casa da cui è scomparsa la donna, in via Dini, a Gello, fra parco, preparco, monti, corsi d’acqua, canali, pozzi, fossi, grotte naturali, cave, cavità carsiche. Chiaramente è come cercare un ago in un pagliaio e proprio per questo, una volta fatta la mappatura del territorio, sono stati individuati alcuni punti ritenuti più a rischio e di maggiore interesse, anche perché magari di minore esposizione.
Verrà controllato anche il lago di Massaciuccoli, particolarmente limaccioso, che pare difficilmente possa rilasciare eventuali tracce di persone cadute o occultate nelle sue acque e che secondo gli esperti avrebbe una fauna e una catena alimentare stravolta dall’immissione nei suoi flutti di specie estranee al territorio, come voraci tartarughe esotiche o come il gambero killer.
Alcune giornate sarebbero riservate esclusivamente a sopralluoghi su aree specifiche da esaminare, seguiti il giorno dopo da monitoraggi mirati.
Una battuta preceduta da un fiume di polemiche, sia da parte di chi, non vedendo clamorose presenze in divisa in zona, ha forse sottovalutato il lavoro dei carabinieri, che di fatto, non con questo schieramento, ma ci sarebbe sempre stato e non si sarebbe mai fermato; sia da parte di chi ha sostenuto che questo monitoraggio a tappeto sarebbe dovuto avvenire molto prima, che il tempo è un grande nemico e che in quattro mesi, se ci fossero state tracce importanti di qualsiasi accadimento, potrebbero essere state distrutte. Si vedrà.(c.v.)
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