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Pisa

Anziani in famiglia, non in Rsa al via un progetto sperimentale

Anziani in famiglia, non in Rsa al via un progetto sperimentale

Una parte delle spese sostenute dalla sanità toscana nelle residenze sarà trasformata in contributi L’iniziativa è della Società della Salute: «Cominceremo entro l’anno e ci aspettiamo ottimi risultati»

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PISA. Più che un’idea, un progetto già quasi tutto nero su bianco cui dare le gambe nella seconda parte dell’anno: trasformare almeno una parte dei circa 120 euro al giorno che la sanità toscana spende per assistere un anziano in una Rsa, in contributi economici finalizzati alla cosiddetta assistenza domiciliare diretta, ossia all’assunzione di una collaboratrice familiare competente in grado di sostenere la famiglia nella cura dell'anziano. «Ovviamente non è una soluzione per tutti i casi, ma è applicabile solo in quelle situazioni in cui la non autosufficienza non sia di tipo grave e stabilizzata, e in cui l’anziano sia inserito in un nucleo familiare capace, se sostenuto, di farsi carico dei suoi bisogni di cura», mette le mani avanti il direttore della Società della Salute di Pisa Giuseppe Cecchi. Che, però, sulla riuscita di questa modalità d’intervento è disposto a scommettere: «Entro la seconda metà dell’anno partiremo sicuramente con un piccolo progetto sperimentale, inizialmente rivolto ad una decina di anziani: se, come immaginiamo, darà i risultati attesi lo estenderemo ulteriormente».

E’ anche così che la Sds sta lavorando per ridurre ulteriormente le liste di attesa nelle residenze per anziani che, a fronte di ben 521 persone accolte nelle strutture dedicate del territorio pisano, alla fine di aprile ne contava ancora 51 che aspettavano una sistemazione contro le 45 di fine anno e soprattutto le 205 del dicembre 2008. «Il decremento più significativo del numero di anziani in attesa - spiega la presidente della Sds, Maria Paola Ciccone - lo abbiamo avuto dal settembre del 2009 in poi, ovvero da quando è entrata pienamente a regime la nuova “Umberto Viale”, la storica casa di riposo cittadina che è stata completamente ristrutturata con un investimento complessivo di 5,9 milioni di euro e che ci ha permesso di ottenere 80 nuovi posti in un centro assolutamente all'avanguardia». Già, perché il vero salto di qualità nell’abbattimento delle liste d’attesa ha coinciso proprio con la riapertura della residenza di via Garibaldi, dato che da un anno all’altro, ossia dal dicembre del 2008 allo stesso mese dell’anno seguente, gli anziani in lista di attesa sono passati da 205 a 50, una diminuzione di 155 in appena dodici mesi.

« Adesso però dobbiamo continuare - prosegue Ciccone -perseguendo, insieme all’amministrazione regionale, l’obiettivo della riduzione delle liste d’attesa insieme a quello della sostenibilità del sistema pubblico di cura e accoglienza degli anziani». In tutto, i posti nelle Rsa dei nove comuni della zona pisana (con Pisa anche Calci, Cascina, Fauglia, Lorenzana, Orciano, San Giuliano, Vecchiano e Vicopisano) sono 537, oltre la metà dei quali in residenze gestite direttamente dal servizio pubblico e la parte rimanente in convenzione con strutture private presenti sul territorio. Il fiore all’occhiello, però, rimane la “Viale”: quaranta camere doppie dotate di servizi igienici per disabili, sale polivalenti per attività ricreative e terapeutiche, soggiorno, infermeria, parrucchiera e un grande giardino esterno di oltre 5mila metri quadrati con tanto di orto terapeutico e tre “oasi” per la stimolazione dei sensi.

Accanto a questa, in città, ci sono l’Aurora di via Avanzi (40 posti), la Casa Mimosa di via Torino (32), Villa Isabella in lungarno Galilei e la Nissim a Marina di Pisa, mentre nel comune di San Giuliano c’è la Rsa di Madonna dell’Acqua ed a Vecchiano quello dello Spedaletto. Il quadro è completato, infine, dalle strutture private convenzionate con la Asl e la Sds, ossia la Madonna della Fiducia e il Santa Caterina a Pisa, la Cardinale Maffi a San Giuliano, la Remaggi a Cascina ed I Poggetti e la Madonna del Soccorso a Fauglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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