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Pisa

Troppi contratti a tempo risarciti sette insegnanti

Troppi contratti a tempo risarciti sette insegnanti

Lo Stato dovrà versare trentamila euro in media a ciascun docente precario L’avvocato Orsucci (Cisl): le sentenze del giudice Tarquini faranno scuola

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PISA. Hanno insegnato o lavorato negli uffici amministrativi delle scuole materne, primarie e secondarie della provincia di Pisa, entrando in servizio il 1 settembre ed uscendovi il 30 giugno o il 31 agosto.

Dura vita quella dei precari della scuola, costretti a firmare di anno in anno contratti a tempo determinato. Nella speranza di essere confermati nell’anno scolastico successivo. E che un giorno, più o meno lontano, arriverà anche per loro il posto fisso.

Sì, perché il loro status di precari li costringe non solo a periodi di disoccupazione, ma anche a fare programmi di vita con molta difficoltà e in mezzo a mille incertezze. Per fare un esempio, è molto difficile che vengano concessi loro mutui e prestiti: perché gli istituti di credito prima di finanziare, ad esempio, l’acquisto di un immobile, chiedono al cliente di dimostrar loro di avere un lavoro stabile. I precari devono rinunciare, inoltre, anche agli scatti di anzianità, previsti invece dal contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale della scuola assunto a tempo indeterminato. Scatti che prevedono un aumento di stipendio al terzo, nono, quindicesimo, ventottesimo e trentacinquesimo anno di servizio.

Nei giorni scorsi il giudice del lavoro Elisabetta Tarquini ha dichiarato illegittimo l’eccessivo ricorso del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica ai contratti a tempo determinato. Condannando lo stesso ministero a corrispondere a sette precari (per lo più docenti, ma anche un Ata) quindici mensilità, a titolo di indennizzo. E a riconoscere loro gli scatti di anzianità maturati fino ad oggi. Precari, dunque, risarciti, in media, di circa 30mila euro circa ciascuno.

Soddisfazione per il sindacato Cisl, che a giugno 2011 promosse alcune cause di lavoro contro il ministero in nome e per conto di almeno un centinaio di iscritti.

L’avvocato Giacomo Orsucci sta seguendo per Cisl Scuola la battaglia dei precari: «Alcuni di loro, ormai da troppo tempo, sono convocati il 1° settembre nella sede della direzione di questo o quell’istituto per firmare un contratto che li legherà alla scuola per nove, dieci o anche dodici mesi. Di fatto sono in organico da tempo, ma, potenzialmente, alla scadenza del contratto, potrebbero essere esclusi. Mentre il loro stipendio non cresce, a differenza di quello dei colleghi stabilizzati».

Adesso questa prima vittoria. Le sette sentenze sono state emesse lo scorso 2 maggio, («All’indomani, dunque, della festa dei lavoratori», osserva il segretario della Cisl Gianluca Federici).

Orsucci si dice molto soddisfatto dell’esito delle prime cause di lavoro e ritiene che queste sentenze, le prime del genere almeno in provincia di Pisa, possano fare da apripista per casi simili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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