Il Tirreno

Pisa

Animalisti in piazza per protestare contro la vivisezione

di Cesare Bonifazi
Animalisti in piazza per protestare contro la vivisezione

C’era anche la madre di Benedetta Barsotti, la cascinese finita in carcere dopo il blitz all’allevamento di beagle

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PISA. Oltre un centinaio di persone sono accorse ieri pomeriggio in corso Italia per dare il proprio segno di solidarietà ai cani di Green Hill, insieme a molti altri attivisti in tutta Italia. All'estero gli animalisti si sono ritrovati davanti alle ambasciate e ai consolati italiani, per dare un chiaro messaggio al governo italiano: basta allevamenti per la vivisezione animale. Per la ricerca medica - questo il messaggio - esistono e vanno usati metodi alternativi, evitando il massacro di centinaia di migliaia di animali ogni anno in Europa.

Quelle immagini dei cuccioli di beagle che venivano passati sopra il filo spinato dell'allevamento di Green Hill, a Montichiari, provincia di Brescia, hanno fatto il giro del mondo ed hanno commosso milioni di persone.

Ci sono ancora molti beagle a Green Hill, quindi, gli amanti degli animali sono scesi in piazza per chiedere la chiusura dell’allevamento.

«Io ero a Green Hill il 28 aprile scorso e ne sono fiero - dice Riccardo Sinopoli, animalista livornese che è accorso a Pisa per partecipare al presidio e dare la sua testimonianza - Doveva partire come una manifestazione come le altre. Poi abbiamo deciso di passare per i campi e siamo arrivati proprio davanti all'allevamento. Alcuni di noi sono entrati ed hanno incominciato a passarci i cagnolini. Nessuno di quei cuccioli aveva mai visto la luce del sole e alcuni avevano dei tagli ingiustificati in alcune parti del corpo, segno evidente di esperimenti. La cosa che più mi ha colpito è che nessuno dei cuccioli abbia fatto un rumore: a molti avevano tagliato le corde vocali».

La data di ieri è simbolica perché oggi presso la XIV Commissione del Senato verranno presentati gli emendamenti al testo per il recepimento della direttiva europea sulla sperimentazione animale. Il giorno prima della presentazione degli emendamenti attivisti e media hanno dunque puntato i riflettori sulla vicenda di Green Hill per ricordare qual è il sentimento di milioni di italiani e cosa desiderano davvero gli animali.

«Mia figlia sta bene - dice Adriana Amerighi, mamma di Benedetta Barsotti, la cascinese tratta in arresto dopo l'incursione a Green Hill e poi liberata - Questa causa ci unisce: avevamo iniziato con lo sciopero della fame, siamo stati un mese davanti a Green Hill, abbiamo fatto tante proteste e non intendiamo arrenderci. La lotta contro questi abusi contro gli animali deve continuare. La nostra manifestazione è in concomitanza con tante altre in tutto il mondo per la Giornata mondiale contro la vivisezione animale. Facciamo volantinaggio e raccogliamo firme contro la vivisezione e per chiudere definitivamente quell’allevamento di beagle».

OccupyGreenHill è un gruppo spontaneo di cittadini, nato dopo lo sciopero della fame di dicembre, che ha organizzato questo evento. Dentro le strutture di Green Hill erano rinchiusi 2.500 cani adulti. Tra i clienti di Green Hill ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche rinomate e centri di sperimentazione, alcuni dei quali considerati dagli animalisti laboratori di tortura.

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DELLA PROTESTA

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