Il Tirreno

Pisa

Va rivista la scelta di trasferire le bancarelle al parcheggio

Le dieci pagine dell’ordinanza comunale per lo spostamento “temporaneo” delle bancarelle del Duomo e di via Maffi riepilogano in maniera puntuale tutta la vicenda, che ha avuto avvio nel febbraio...

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Le dieci pagine dell’ordinanza comunale per lo spostamento “temporaneo” delle bancarelle del Duomo e di via Maffi riepilogano in maniera puntuale tutta la vicenda, che ha avuto avvio nel febbraio 2011, allorquando l’Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup) e l’Opera del Duomo hanno comunicato al Comune di Pisa di dover procedere con urgenza ai lavori di restauro e messa in sicurezza della facciata e delle strutture di copertura dell’immobile denominato “Spedale Nuovo”.

L’ordinanza ci dice che con effettiva decorrenza 1° novembre 2012 le bancarelle devono essere spostate in via Pietrasantina.

Ci dice anche che i lavori al parcheggio scambiatore necessari per il trasferimento saranno completati il 31 agosto; e che in data 14 dicembre 2011 la giunta ha dato avvio al procedimento per il piano di recupero del complesso di Santa Chiara (progetto Chipperfield).

Continuo a ripetere – fatto salvo, con chiarezza e senza equivoci, che i lavori devono essere fatti e le bancarelle devono essere spostate – che la soluzione individuata, per quanto definita temporanea, è la meno praticabile possibile, foriera di un lungo contenzioso legale dagli esiti imprevedibili.

Il parcheggio scambiatore, per le modalità di utilizzo da parte dei turisti, non ha alcun requisito per essere considerata area mercatale per circa sessanta attività commerciali.

In occasione della seduta del consiglio comunale dei giorni scorsi, oltre a mettere in evidenza alcune contraddizioni palesi nel comportamento di soggetti che giocano ruoli diversi nella stessa partita, ho chiesto alla giunta del sindaco Marco Filippeschi di riprendere il confronto nelle sedi istituzionali per verificare meglio quali altre opportunità si possono esplorare per risolvere la questione.

L’avvio del procedimento per il recupero dell’area del Santa Chiara ci indica la strada maestra: procedere rapidamente ad un piano di recupero stralcio che consenta l’utilizzo di una parte modesta del complesso per lo spostamento definitivo del mercato di souvenir.

È vero che l’ordinanza, nelle sue premesse, rigetta già questa ipotesi; ma le motivazioni che vengono addotte (l’urgenza, la permanenza di attività sanitarie, il bisogno di vendere il complesso in maniera unitaria) sembrano poco convincenti e meritano un approfondimento.

Certamente è difficile parlare di urgenza di fronte ad una richiesta del febbraio 2011 che non va a compimento prima di novembre 2012.

E poi gli edifici prospicienti piazza del Duomo sono utilizzati dall’Azienda ospedaliera universitaria prevalentemente per attività non sanitarie. Inoltre l’area mercatale avrebbe una dimensione molto contenuta e non potrebbe in alcun modo pregiudicare la vendita, tra qualche anno, dell’intero complesso.

Nella vicenda si sono manifestate parecchie rigidità da parte dei soggetti pubblici coinvolti.

Ho avuto la sensazione che si tendesse prima di tutto a chiudere le porte, piuttosto che aprire strade risolutive. Un lavoro positivo nelle sedi istituzionali in questa fase prima dell’arrivo dell’estate, col contributo di tutti gli interessati, può ancora aprire le porte per condurre ad un buon esito della vicenda.

Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà

al Comune di Pisa

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