Il Tirreno

Pisa

Il rebus delle ricerche Ora si parla di lunedì

di Candida Virgone

Caso Roberta, domenica sono quattro mesi che l’imprenditrice di Gello è sparita Ancora nessuna traccia che chiarisca il mistero e la battuta non è ancora pronta

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PISA. Ancora tutto fermo. La battuta di ricerca a caccia di una traccia che possa far luce sulla scomprsa di Roberta Ragusa non hanno ancora una data. Le indiscrezioni trapelate nelle ultime settimane di fatto spostano sempre più in là l’inizio di una operazione particolarmente attesa, non solo nella piccola comunità di San Giuliano, che ancora si interroga sulla misteriosa scomparsa dell’imprenditrice di Gello di San Giuliano, ma anche i canali di informazione, locali e nazionali, che su questo giallo hanno puntato i riflettori da mesi. Ufficiosamente si è dapprima parlato di oggi, poi la data è slittata ancora e si parla di domani, senza escludere poi che le ricerche possano addirittura andare alla prossima settimana. L’organizzazione della battuta è complessissima: prevede la messa a punto di forze diverse e che devono arrivare in zona da varie località, un notevole dispendio di risorse anche economiche, la presenza di specialità tutte dell’Arma, perfino i sub e gli spleleologi, una mappa dettagliata dei luoghi da controllare, solo alcuni - si dice - perché tutti sarebbe ovviamente un’impresa titanica. Si parla di un raggio d’azione di circa venti chilometri partendo dalla casa della donna in via Ulisse Dini a Gello. Domenica saranno quatto mesi che questa donna, titolare dell’autoscuola Futura col marito ed il suocero, è svanita nel nulla in una rigida notte di gennaio, la stessa in cui la nave Concordia finì contro gli scogli del Giglio. Da allora di lei non si è trovata una traccia, un indizio, una parola, uno scritto, una mail, qualcosa che possa aiutare a capire cosa sia accaduto fra la mezzanotte del 13 gennaio, quando è stata vista per l’ultima volta dal marito, e le 6.45 del mattino dopo, quando lui si è accorto che era sparita. Per la sua scomparsa ci sono due persone iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio volontario, il marito, Antonio Logli, 48 anni, da sette anni amante della baby-sitter di famiglia e segretaria dell’autoscuola, e un sessantenne pontederese, Antonio Fusi, che quella maledetta notte avrebbe dato un passaggio ad una donna somigliante a Roberta e la cui identità sarebbe emersa nelle ultime settimane.

Una storia che in quattro mesi non è riuscita a raggiungere una sola certezza, se non quella di una madre di famiglia che sembra essersi dissolta nell’aria. Ma si può svanire nel nulla in questo modo mentre due ragazzini disperati, Daniele e Alessia, aspettano a casa?

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