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Pisa

Enel inaugura Tob energia elettrica per i Paesi poveri

di Daniela Salvestroni
Enel inaugura Tob energia elettrica per i Paesi poveri

Ecco la prima sperimentazione al mondo di un sistema di generazione innovativo destinato a utenze isolate

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di Daniela Salvestroni

PISA

Enel sperimenta a Pisa un nuovo sistema unico al mondo perché è in grado di fornire elettricità nelle zone isolate ma è anche abitabile. Può servire per ambulatori medici, scuole, strutture di accoglienza, rifugi di montagna e villaggi turistici.

Il progetto si chiama Tob, acronimo di “Triangle based omni purpose building”, e il prototipo si trova nel piazzale del centro di ricerca Enel di Pisa: è una struttura formata da due unità base (due moduli di circa 30 metri quadri di superficie più 10 metri quadri di soppalco) in legno e acciaio con pannelli fotovoltaici a film sottile da 5,4 chilowatt e batterie in grado di garantire la fornitura di energia elettrica e servizi per quattro ore anche in assenza di sole.

È dotata di faretti led per l’illuminazione interna ed esterna, personal computer, ricarica cellulari, ventilatori, condizionatori d’aria, stufe e un sistema di acquisizione dati di prestazioni. Ogni singolo modulo costa circa 20mila euro ed è facilmente trasportabile: un container può contenere, infatti, quattro moduli completi. Inoltre non richiede abilità specifiche per il montaggio.

Le applicazioni. Mentre a Pisa continua la sperimentazione per migliorare il sistema, Enel guarda alle possibili applicazioni, soprattutto in America latina ed Europa dell’est (Romania e Slovacchia) grazie agli accordi in via di definizione con il World food program dell’Onu e al progetto con il network Architecture for humanity.

Energia dove non c’è. «Il modulo è autosufficiente – dichiara il direttore della divisione Enel ingegneria e innovazione, Livio Vido – ed è in grado di portare energia elettrica anche dove non c’è la rete con una struttura a basso costo, di facile montaggio e flessibile. Tob può integrare moduli fotovoltaici o di altra fonte rinnovabile con sistemi di accumulo e trovare applicazione con successo in quei luoghi in cui l’approvvigionamento energetico è scarso o assente. Nel mondo 1,3 miliardi di persone non hanno ancora accesso all’elettricità, 2,4 miliardi dipendono dalle biomasse tradizionali per cucina e riscaldamento e un miliardo ha accesso a reti elettriche instabili».

Primi al mondo. La sperimentazione in corso a Pisa è la prima al mondo. «Tob è un prodotto unico, diverso dalle altre soluzioni in commercio perché ha anche una valenza abitativa – spiega il responsabile area tecnica ricerca Enel, Sauro Pasini – La struttura è componibile, può essere trasportata in luoghi inagibili, ha una tecnologia che può essere capita e utilizzata dalle popolazioni, un impatto ambientale ridotto, un basso costo ed è abitabile. Può, infatti, servire per scuole e ospedali. Il prototipo installato a Pisa è composto da due moduli in legno coperti da pannelli fotovoltaici da 5,4 chilowatt che producono 4500 chilowattora l’anno, ovvero due volte il consumo annuo di una famiglia italiana, mentre una famiglia africana consuma 500 chilowattora l’anno».

«Tob - prosegue Pasini - può gestire diverse rinnovabili con la fondamentale capacità di accumulo. Può essere montato senza basamenti in quanto poggia su viti inserite nel terreno. È un sistema semplice che potrà diventare ancora più facile da montare: attualmente per il montaggio occorrono due settimane ma il nostro obiettivo è una settimana soltanto. La flessibilità è la caratteristica principale per l’uso di energia elettrica in aree remote nel campo dei servizi pubblici, ma anche commerciali. Infatti, oltre all’impiego nei Paesi in via di sviluppo, stiamo riscontrando un grande interesse commerciale anche in Italia, in quanto è facilmente montabile e smontabile e non ha impatto sul suolo. Può servire per rifugi alpini, punti di monitoraggio degli incendi nei parchi, ristoranti, centri polifunzionali e villaggi turistici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA  

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