Concorrenza sleale Anche i fotografi lanciano l’allarme
Cna segnala il diffondersi di figure più o meno amatoriali che offrono servizi di vario genere, ma non pagano tasse
PISA. La crisi mette a fuoco anche i problemi del fotografi. Alle difficoltà generali si aggiunge il diffondersi di fotografi più o meno improvvisati che spesso scelgono di inventarsi in questa veste dopo aver perso un altro lavoro o, nel caso di giovani, per sfruttare le potenzialità “facili” offerte dal digitale e guadagnare qualcosa. Il fenomeno suscita l’allarme della Cna che ha dato voce ieri alla preoccupazione e alle proteste dei rappresentanti locali di studi fotografici professionali con l’intervento di Andrea Nannini, presidente nazionale di Cna Comunicazioni.
Ogni categoria ha il proprio fronte di crisi. Alcune professioni, come quella dei fotografi di mestiere, regolarmente registrati alla Camera di commercio e intestatari di partita Iva, cominciano a viverla seriamente, surclassati da fotografi più o meno amatoriali, o che si improvvisano tali nel dopolavoro, che per arrotondare fanno servizi fotografici agli eventi: matrimoni, comunioni, feste.
I fotografi professionisti stanno attraversando un momento difficile anche a causa del perdurare della crisi economica che ha portato ad una riduzione di lavoro. Sul mercato il numero di coloro che lavorano in maniera non regolare sono in forte aumento e nel novero di coloro che lavorano al limite della legalità e senza titoli specifici ci sono anche tutti quelli che cercano di ritagliarsi un posto di lavoro o di farsi una reputazione. La categoria professionalizzata chiede più tutela: l'evoluzione tecnologica digitale ha reso più "democratica" la fotografia innalzando, potenzialmente, il livello dei prodotti amatoriali.
«Non vogliamo fare una battaglia corporativa monopolistica - ha detto Nannini - ma chi fa i servizi fotografici dovrebbe rispettare la legge e pagare le tasse».
In materia di fotografia il vuoto legislativo non pone nessuna tutela per chi opera nel settore: esisteva un disegno di legge riguardo alle professioni non organizzate in ordini e collegi che però si è arenata. Il Cna chiede anche più controlli da parte di istituzioni e organi di vigilanza.
«Se vogliamo escludere il caso dell'amico che fa le foto al matrimonio - ha proseguito Nannini - si dovrebbe almeno tutelare chi, per professione, diventa memoria storica. Gli archivi fotografici dei professionisti sono un bene culturale che verrà perso. La fotografia digitale non è stata un’evoluzione della fotografia: ha reso la quantità superiore alla qualità».
Cesare Bonifazi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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