Un tram-treno per unire Pisa, Lucca e Livorno
L’ipotesi in un convegno dell’associazione Amt per studi su mobilità e trasporti La linea per il litorale punterebbe al recupero di parte del tracciato del trammino
PISA. Ipotesi tram-treno per il trasporto pubblico locale. Tram-treno: ovvero treno nei tratti extraurbani e tram nei tratti cittadini. Tutto con lo stesso mezzo e sugli stessi binari: tramviari in città e ferroviari fuori. A Pisa si parla tanto e da tempo di nuovi mezzi: dal people mover (il sistema delle funicolari per collegare aeroporto e stazione) al bus in sede protetta (stazione-Cisanello), alle nuove Lam (San Rossore-centro, Pisa-Cascina).
Così, sull’idea del tram-treno si terrà un convegno giovedì 24 maggio, al centro Maccarrone. Il titolo dice già molto: “Tram-treno: stato dell’arte e prospettive. Ipotesi di lavoro per l’area vasta Pisa-Lucca-Livorno-Pontedera”. L’incontro, patrocinato dalla Provincia, è organizzato dall’Amt, associazione per gli studi sulla mobilità ed i trasporti in Toscana. Il punto di riferimento è quanto già realizzato in Germania (soprattutto a Karlsruhe) e in Francia. «Sono due le considerazioni di partenza: l’aumento della domanda di mobilità, con la necessità di enti locali ed aziende di fornire risposte adeguate ad un territorio in continua evoluzione; e l’esigenza di sottrarre quote rilevanti di traffico alla mobilità privata, riducendo al tempo stesso le emissioni di inquinanti», spiega Terenzio Longobardi, ex assessore provinciale, e componente di Amt Toscana.
L’associazione ha quindi voluto accendere i riflettori sull’area vasta Pisa-Lucca-Livorno, dove da decenni si parla di istituire un sistema di metropolitana leggera o di superficie, senza però essere mai passati ai fatti considerando anche gli elevati costi da sostenere. «Nell’area vasta - aggiungono gli esperti di Amt - la domanda di trasporto è di tipo metropolitano, anche per la presenza di molti e importanti poli di attrazione economici, culturali e turistici e in cui è presente una fitta rete ferroviaria e alcune linee ferroviarie locali attualmente sottoutilizzate rispetto alle potenzialità reali. In questo quadro, l’adozione della moderna tecnologia del tram-treno, che consente di utilizzare contemporaneamente sia i binari ferroviari che quelli tranviari urbani, è in grado di accrescere enormemente il bacino di utenza e di aumentare il livello di efficienza economica e gestionale dell’attuale sistema ferroviario».
Al Maccarrone si presenteranno quindi alcune idee progettuali, che saranno poi da calare nella fattibilità economica. I costi di realizzazione sono sicuramente molto alti, ma, sommati a quelli di gestione nell’arco di decenni, sostengono ad Amt, fanno diventare questo sistema il più conveniente nel settore.
Applicazioni possibili? Lo stesso Longobardi, al convegno del 24, presenterà due ipotesi: una per la tratta Pisa-Lucca e una per il tracciato urbano di Pisa. In questo secondo caso, sarebbe una linea tranviaria che, da Piazza dei Miracoli, attaverso i lungarni, arriverebbe alla stazione e quindi a Cisanello (da approfondire poi in un’eventuale fase esecutiva tecnico-economica).
Invece, altro esempio, l’ing. Massimo Losa dell’Università di Pisa illustrerà un’ipotesi progettuale di collegamento tra Pontedera, Pisa, Tirrenia e Livorno. Una delle particolarità è che, in parte, avverrebbe una ripresa della vecchia linea del trammino. Il percorso, partendo da Pisa Centrale-Aeroporto, arriverebbe fino alle stazioni di Livorno. La domanda di trasporto è stimata in quasi 10mila persone al giorno. «L’auspicio - conclude Longobardi - è aprire un dibattito nelle città interessate che permetta di ampliare il ventaglio di ipotesi progettuali ora all’esame delle amministrazioni pubbliche del territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
