Il presidio
Crisi, aumentano i pendolari delle ferrovie
Crollano di conseguenza le vendite di carburante (-30%). Intanto scatta l’allarme tra i benzinai
PISA. Più treno e meno auto, specie se a benzina. I pendolari delle ferrovie aumentano ed i benzinai denunciano un crollo nelle vendite di carburante (-30%) dall’inizio dell’anno. Tanto che qualche gestore minaccia di chiudere o di passare la mano. Ecco le due facce della stessa medaglia: caro benzina ed effetto crisi. Nel 2011 il numero dei pisani che ha utilizzato il treno per muoversi è aumentato sensibilmente rispetto agli anni scorsi. Il fenomeno è vasto a livello regionale e non riguarda solo Pisa, tanto da portare l’assessore ai trasporti della Regione, Luca Ceccobao, a comunicare che il numero dei passeggeri in transito è in sensibile crescita: +7,5%.
Un dato in controtendenza se si pensa che nel 2010 c’era stato un calo dell’affluenza dello 0,2% rispetto al 2009. Sarà forse per questo piccolo boom che la media regionale dei treni arrivati puntuali, o comunque entro cinque minuti dall’orario previsto, è stata nel 2011 del 92,2%, l’1,4% in più rispetto al 90,8% del 2010. Si tratta di uno dei dati medi più alti d’Italia. Da sottolineare, comunque, che l’indice di puntualità non è cresciuto in maniera analoga su tutte le linee toscane. Tra quelle con i risultati migliori (valutando numero di utenti trasportati e qualità dei servizi) la Firenze-Pisa, con un indice di puntualità del 95,9%. Tra le peggiori la Pisa-Lucca-Aulla (puntualità all’85,3%). Calano anche i treni soppressi: sulla Firenze-Pisa dello 0,33%, sulla Tirrenica sud dello 0,67% e sulla Pisa-Lucca-Aulla dello 0,55%.
«Con la benzina così alta - commenta Adriano Rapaioli, coordinatore Faib Confesercenti Toscana Nord - le persone tendono a risparmiare ed a privilegiare i mezzi pubblici, in particolare i treni. Oppure c’è chi si organizza con più persone spostandosi con un’unica auto e dividendo il prezzo della benzina».
«I consumi di carburante hanno subito un tracollo - aggiunge Rapaioli -. Dall’approvazione del decreto Salva Italia ad oggi si registra una diminuzione su base annua degli erogati di oltre il 20%, di conseguenza anche i redditi dei gestori, che è bene ricordare percepiscono un margine pro-litro, si sono ridotti di oltre il 25%. Questo è l’andamento nazionale, ma rispecchia in pieno la situazione locale. La maggior parte dei benzinai in questo momento è in grande difficoltà. La nostra associazione ha chiesto alle forze politiche interventi per mitigare la fiscalità, ma purtroppo gli interventi del governo assunti anche di recente nel settore carburanti vanno nella direzione opposta. Se non arriveranno risposte in tempi brevi ci mobiliteremo».
Infine, alcune precisazioni sulle liberalizzazioni. «Ci stiamo impegnando - conclude Rapaioli - per far sì che venga attuato, nei tempi previsti, quanto disposto dalla normativa al fine di rendere tutta la rete distributiva aperta alla concorrenza con benefici sia per i gestori che per i consumatori. Per ora però tutto tace e, se continua così, molti benzinai dovranno chiudere gli impianti».
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