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Trasporto pubblico locale nuove linee e un’altra Lam
Diventano tutti urbani i servizi di collegamento tra Pisa e i comuni limitrofi L’assessore: una riorganizzazione per evitare i tagli che ci saranno altrove
PISA. Si chiameranno A, B, C, D, E. Sono le nuove linee del trasporto pubblico extraurbano che diventerà tutto urbano: urbano di area pisana. Con in più la quarta Lam (probabilmente gialla) - sul tratto stazione San Rossore, piazza dei Miracoli, Cisanello - e altri servizi aggiuntivi per Calci, Cascina e San Giuliano. Una riorganizzazione che punta molto sull’aggiornamento del raccordo tra tutti i comuni limitrofi e il servizio ospedaliero, alla luce del trasferimento dal Santa Chiara al polo di Cisanello.
La proposta per la realizzazione di questa rete (con l’ok preventivo della Provincia) è stata approvata dal consiglio comunale: 28 voti favorevoli su 37 (quelli della maggioranza e anche di Sel e Prc), contrario il Pdl, astensione di Fli. Il piano, come si legge nell’atto, consiste nella «riorganizzazione e trasformazione delle attuali linee extraurbane che collegano i comuni della cintura di Pisa con il capoluogo in urbane, allo scopo di ottenere un complessivo miglioramento del servizio». Un piano sul quale c’è il via libera, sottoscritto il 6 aprile scorso, da parte della conferenza permanente dei sindaci dell’area pisana: Pisa, San Giuliano, Calci, Vecchiano, Cascina, Vicopisano.
La proposta è ora all’attenzione della Regione, che nel frattempo ha aperto la conferenza dei servizi per arrivare alla “storica” gara di individuazione del gestore unico del trasporto pubblico locale. La gara dovrebbe essere indetta entro l’estate, con avvio dei nuovi servizi nel 2013. «Il settore deve fare i conti, a livello regionale, con un taglio per effetto del quale si scenderà da 220 a 160 milioni all’anno. La Regione ha chiesto a Province e Comuni di fare proposte di riorganizzazione: se sono credibili, verranno finanziate. E’ qui che si inserisce il piano dell’area pisana», spiega l’assessore comunale alla mobilità, David Gay. «Noi invece di fare solo tagli, rilanciamo accettando la sfida della riforma».
I servizi complessivi della riorganizzazione nell’area pisana hanno un costo annuo di circa 12 milioni di euro. Le amministrazioni comunali coprono una bella parte: Pisa, con l’atto approvato dal consiglio, si impegna per 1.963.000 euro (e per 9 anni, quanto la durata della concessione al gestore unico). Per far tornare del tutto i conti manca ancora 1 milione: la trattativa con la Regione per avere questo contributo è già stata aperta.
Inoltre, il governo regionale dovrà riconoscere il bacino dell’area pisana (200mila residenti) in tema di trasporto pubblico, che così si aggiungerebbe al metropolitano di Firenze. Detto che anche le linee per il litorale entreranno nell’urbano, di fronte alle forti possibilità che in altre zone della provincia il servizio subisca tagli notevoli, «questa proposta - sottolinea Gay - vuole invece evitare riduzioni».
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