Il Tirreno

Pisa

Marina, c’è il milione per rifare la scogliera Lavori da settembre

di Francesco Loi
Marina, c’è il milione per rifare la scogliera Lavori da settembre

Il progetto è pronto, ma i tempi si allungano per il bando La diga tra la foce e piazza delle Baleari sarà alta tre metri

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PISA. Il progetto è pronto, i soldi arriveranno. I lavori per la ricostruzione della scogliera tra la foce dell’Arno e piazza delle Baleari però non cominceranno prima di metà settembre. L’ostacolo ad un avvio immediato sono i tempi per lo svolgimento della gara di assegnazione dell’appalto: ormai non ci sono i margini tecnici perchè ciò avvenga prima dell’inizio della stagione balneare.

Sono queste le indicazioni che escono dagli uffici del servizio difesa del suolo della Provincia. E’ da tempo che i cittadini di Marina, in particolare quelli di via Crosio, chiedono interventi alla scogliera: le mareggiate degli ultimi mesi, e anche delle scorse settimane, hanno provocato più di un disagio. Le dighe non hanno retto la forza delle onde e l’acqua ha invaso alcune abitazioni.

Ora almeno esce una data per l’avvio dei lavori. E viene smentita di conseguenza la voce secondo cui non sarebbe stata messa mano alla scogliera prima della fine della costruzione del porto. I soldi ci sono: si tratta di quelli che la Provincia aveva preannunciato un paio di mesi fa e che, in origine, dovevano servire per sostenere progetti sperimentali anti-erosione sul litorale di San Rossore. Queste risorse “spostate” ammontano a 970mila euro: l’importo necessario per Marina. «Il finanziamento è regionale e da Firenze abbiamo avuto un okay a voce: stiamo aspettando anche quello formale», sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi.

Gli interventi alle scogliere 1 e 2 (questa la loro denominazione) devono risolvere i problemi di stabilità e ripristinare l’efficacia nel contenimento delle mareggiate. I lavori, che saranno eseguiti da terra, sono previsti in due fasi: la prima, quella che scatterà a metà settembre, ha come obiettivo quello di mettere la sicurezza la diga; a seguire la seconda fase, per il potenziamento della barriera, innalzandola a più 3 metri sul livello del mare e con un irrobustimento sotto il profilo dello spessore. L’intervento sarà strutturale e definitivo (non solo tampone) essendo quella la diga della bocca di porto, oltre che la difesa dello stabilmento balneare Gorgona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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