Il presidio
«Era un’ingiustizia, siamo felici»
La dottoressa Di Cicco: deve essere riconosciuta la dignità del nostro lavoro
PISA.
«Sì, siamo contenti», dice in serata Maria Elisa Di Cicco,29enne di La Spezia, da undici anni residente a Pisa, specializzanda in pediatria e responsabile del Segretariato italiani giovani medici di Pisa. Cambia in modo significativo l’umore rispetto a quello di ieri mattina. Non si avverte più l’indignazione manifestata al pari dei colleghi di sit-in.
Pietro Bertoglio, 26 anni di Biella, a Pisa per seguire la specializzazione in chirurgia toracica, ad esempio spiegava: «Il problema fondamentale è il tassare lo specializzando come lavoratore dipendente, ma poi non conferirgli tutti quei diritti del lavoro dipendente. Inoltre si vanno a colpire fondamentalmente le persone sotto i 30 anni che si sono prese impegni economici». Come Alessandro Orsini, 28 anni, di Livorno. Da sette abita a Pisa ed è specializzando in pediatria. È sposato ed ha un mutuo per la casa. «Spero di riuscirlo ancora a pagare», diceva.
Maria Elisa Di Cicco, riguardo alle motivazioni della protesta, puntualizza: «Non è solo una questione economica – dice Di Cicco – ma è il principio. Invece di spingere i giovani a lavorare, a dare di più, pensano a tassarli. Noi rappresentiamo il futuro del sistema sanitario, ma siamo considerati come limoni da spremere per fare cassa. Vogliamo che sia riconosciuta la dignità del nostro lavoro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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