Caccia, la Fidc del litorale respinge le accuse d’inerzia
MARINA. Ancora polemica sugli appostamenti per la caccia al colombaccio. A intervenire è Davide Lunardi, presidente della Federcaccia del litorale pisano (Fidc). «Non è assolutamente vero - spiega...
MARINA. Ancora polemica sugli appostamenti per la caccia al colombaccio. A intervenire è Davide Lunardi, presidente della Federcaccia del litorale pisano (Fidc).
«Non è assolutamente vero - spiega Lunardi - che la nostra sezione sta con le mani dietro la schiena, come invece ha affermato in un articolo di pochi giorni fa Gianfranco Della Bartola. Il nostro operato lo dimostra. La questione è il mancato rinnovo della concessione per l’uso degli appostamenti fissi di caccia al colombaccio e della minuta selvaggina. La Federcaccia del litorale, non appena ricevuta la comunicazione dall’amministrazione del mancato rinnovo, si è mossa subito per capirne i motivi. Nei vari incontri avuti con gli addetti ai lavori, ci è stato riferito che i pareri degli uffici preposti erano completamente negativi per una carenza di sicurezza (nessuno si chiede perché?) tale da portare al mancato rinnovo. Com’è noto a tutti gli addetti ai lavori - sottolinea Lunardi - il parere rilasciato dal Comune, regolarmente firmato dall’assessore competente, è insindacabile. Non avendo trovato margini di manovra, non abbiamo potuto fare altro che prendere atto del parere negativo degli uffici tecnici. Come Federcaccia del litorale da 60 anni abbiamo sempre gestito gli appostamenti fissi al colombaccio con passione e orgoglio. Abbiamo sempre cercato soluzioni migliori per un svolgimento più funzionale dell’attività venatoria. Già circa 15 anni fa sezione si incontrò con l’Unione nazionale associazioni venatorie italiane a Perignano e trovò un accordo per cacciare la selvaggina migratoria da appostamento fisso temporaneo tramite il dislocamento di paratelle numerate, modalità questa da praticare fino alle ore 10 per poter dar spazio poi anche alla caccia vagante. La questione purtroppo non ebbe alcun seguito, e non voglio dilungarmi sui perché, ma l’impegno c’è stato».
«Nel marzo di due anni fa, nella sede della Federcaccia provinciale - conclude Lunardi - la nostra sezione presentò al suo presidente un fascicolo che conteneva una proposta di modifica dei confini del Parco per uso venatorio. Non abbiamo mai avuto risposta. Ricordo anche quando la nostra sezione, con il compianto Alfio Cavallini, a suo tempo presidente dell’Atc 14, riuscì a fare installare in un bosco privato una zona di rispetto venatorio con tanto di voliera a cielo aperto per integrare la fauna stanziale. Non capisco le accuse di inoperosità nei confronti della Fidc del litorale pisano. Forse perché per alcuni non ci siamo impegnati su certe cose? Spero che per altri non sia così. Cari soci e cacciatori, l’arte venatoria è tradizione e lo deve essere per tutti coloro che la esercitano. Non credete?».
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