Il Tirreno

Pisa

Locali sull’Arno nel mirino i residenti: troppo rumore

di Renata Viola
Locali sull’Arno nel mirino i residenti: troppo rumore

Salgono le proteste dopo le nuove concessioni per le aree di lungarno Mediceo e lungarno Fibonacci. Il sindaco: il Comune per ora non ha rilasciato permessi

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PISA. I residenti dei lungarni non mollano: sono, e restano, sul piede di guerra. L’allarme si riferisce all’imminente riapertura dei due ritrovi all’aperto sulle sponde del fiume, Arnovivo ed Argini e Margini. Ma soprattutto sono preoccupati dagli effetti che potranno avere le due nuove concessioni affidate dalla Provincia (che ha la competenza sul demanio idrico) relative all’area in prossimità dello scalo Roncioni sul lungarno Mediceo ed a quella sul lungarno Fibonacci, di fronte al Bastione Sangallo del Giardino Scotto.

Le loro proteste sono contenute in una lettera con una ventina di firme di abitanti tra lungarno Buozzi, lungarno Guadalongo e Ponte della Vittoria. In sostanza, temono notti insonni per la musica ad alto volume fino a tarda ora; con, al risveglio, uno scenario di bottiglie rotte e scritte di vario genere sulle spallette. Ricordano di aver fatto numerose denunce per atti di vandalismo sulle auto parcheggiate, oltre a “muri” di bici ad ostruire l'ingresso dei portoni di casa.

Chi si è aggiudicato le due nuove concessioni - il Millibar per il bando relativo alla spiaggetta sotto il bastione Sangallo; e la Emme Costruzioni Immobiliare per il bando del lungarno Mediceo - ribadisce l’intenzione di voler sviluppare progetti originali e, sottolinea, poco “invasivi”. Ma questo non sembra essere sufficiente a calmare le acque. Per i firmatari della lettera è una storia che parte da lontano. Scrivono, tra l’altro: «A Pisa, da diversi anni, si vuole imporre alla cittadinanza sulle rive dell’Arno le cosiddette spiaggette, aree pubbliche date in concessione con costi irrisori ad attività di privati, che, unico caso in città, impongono ai cittadini di subire musica notturna a cielo aperto, nonostante i limiti previsti dalla legge per orari e volume del suono».

In questa vicenda ci sono ruoli diversi. La Provincia assegna le aree, nel senso che le sue competenze si concentrano solo sulle porzioni di territorio che fanno parte del demanio idrico. La loro destinazione, in partenza, è polivalente, come dicono dagli uffici provinciali: sono a disposizione per attività ludiche, attracchi per battelli, semplici spiaggette, dunque non per forza bar o discoteche (ma qui sta il business). Il regolamento provinciale era stato approvato nel marzo del 2009, con l’obiettivo di riqualificare queste zone lungo il fiume. La concessione è ventennale e la Provincia incassa i soldi del canone: 11mila euro all’anno per l’area sul lungarno Mediceo e 12.690 per quella sul lungarno Fibonacci.

Le due società che hanno vinto il bando di gara propongono un certo tipo di ritrovo: l’idea è restare aperti dall’ora di pranzo fino a mezzanotte, sette giorni su sette, nel rispetto degli orari e delle regole. Ma quello che potranno (o che non potranno) fare spetta al Comune stabilirlo. Ed è proprio al Comune che si rivolgono i residenti facendo riferimento ad «una promessa fatta dal sindaco nel 2008. Successivamente - aggiungono - sembrò che qualcosa cominciasse ad ostacolare quella volontà. Il locale Argini e Margini rientrò nei limiti di orari e di decibel, ma contemporaneamente fu permesso di spostare la musica notturna, concedendo una seconda spiaggetta sotto il Ponte della Vittoria, dove aprì Arnovivo, come se i diritti delle persone residenti nella zona fossero diversi. Arnovivo in questi anni è divenuta una discoteca a cielo aperto, esasperando i residenti».

«Il Comune al momento non ha rilasciato alcun permesso - dice Filippeschi -. L’idea è quella di non gravare ulteriormente sui lungarni: la rumorosità e il rispetto delle regole non possono essere sottovalutati, così come richiesto dai residenti. Non sono ovviamente contrario ad attività del genere, ma non ne sono stato informato. Il tutto deve essere regolamentato, sia per la concessione di nuove licenze, sia per il tipo di attività che si intende svolgere». Tra un mese il Comune approverà il nuovo piano sulle emissioni sonore, con l’introduzione dell’ormai noto apparecchio anti-decibel. Non c’è ancora invece un vero piano del commercio cui fare riferimento. Ulteriore aspetto che si lega alla vicenda è quello dei controlli per l’ordine pubblico in generale e non solo per i rumori, ma le carenze di organico non sono un mistero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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