Il Tirreno

Pisa

La città ha salutato Tolaini, esempio per tutti gli studiosi

Commemorazione col sindaco e l’ex direttore della Normale per lo storico che ha dedicato la vita a Pisa

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PISA. Commemorato ieri alla Pubblica Assistenza il professor Emilio Tolaini, storico illustre con una grande passione per l’urbanistica, morto a 89 anni. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Filippeschi e l’ex direttore della Normale, professor Salvatore Settis. Numerose le attestazioni di cordoglio non solo dal mondo della cultura, ma anche da quello della politica.

«La scomparsa di Emilio Tolaini - ha commentato la presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni - è un grave lutto per tutta la città. Il suo rigore scientifico è stato, e sarà per sempre, un esempio fondamentale per tutti i futuri studiosi».

«Per la città è una perdita gravissima - ha poi aggiunto il capogruppo in consiglio comunale di Sel, Carlo Sscaramuzzino - Tolaini è stato un uomo di cultura straordinario, ma anche un uomo dalle grandi qualità umane».

«La scomparsa di un grande storico come Tolaini -ha sottolineato il consigliere comunale di Fli, Massimo Balzi - ci rattrista profondamente. I suoi studi non potranno mai essere dimenticati».

«Emilio Tolaini è stato lo storico - ha detto Maurizio Bini, capogruppo di Rifondazione comunista - che più di ogni altro è riuscito, attraverso le sue ricerche rigorosissime, a costruire una vera identità storica e artistica della nostra città. Gli siamo tutti debitori».

«Attraverso la sua ricerca - ha commentato Maria Luisa Chincarini, capogruppo consiliare dell'Idv - ma anche delle sue tante felici intuizioni, Pisa oggi può vantare una propria identità, una sua precisa collocazione storica. Sentiremo la sua mancanza».

«La perdita di Tolaini - ha dichiarato Giovanni Garzella, capogruppo in consiglio comunale del Pdl - è davvero una perdita grave per tutti noi pisani. Grazie ai suoi studi sempre molto rigorosi, oggi Pisa può vantare delle radici storiche che altrimenti avrebbero potuto non essere così certe. Grazie alla sua opera siamo tutti più pisani».

Anche Paolo Fontanelli, deputato del Pd, ha voluto ricordare lo studioso: «Tutti, istituzioni e cittadini, dobbiamo essere grati al suo lavoro, senza il quale non saremmo riusciti, probabilmente, a salvaguardare e mantenere gli aspetti migliori della città. Tolaini era un uomo di grande cultura, animato da un forte spirito critico, ma disponibile a confrontare le sue idee con quelle degli altri. Almeno così l’ho conosciuto io negli anni in cui ho fatto il sindaco. Prima per me era una specie di mito. Me ne aveva parlato più volte Giugi De Felice, poi nella funzione di governo del Comune ho avuto diverse occasioni per parlare e discutere con lui».

Altro servizio a pagina 21

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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