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A piedi fino a Roma, la protesta di un disoccupato
Partito da Torino, questa mattina è stato ricevuto in Comune dal sindaco Filippeschi. “Ho raccolto la solidarietà dei sindaci di 18 Comuni. Sto appuntando tutto su un diario che mostrerò a Napolitano”
Partito a piedi da Torino, Teresio C., 55 anni, ieri è arrivato a Pisa, dove si fermerà qualche giorno: vuole raggiungere Roma per parlare con il Presidente della Repubblica «perché sono stufo della mia condizione di disoccupato». L’uomo si occupava di smaltimento di rifiuti agricoli, è stato licenziato nel 2010 e ha svolto lavori saltuari fino a quando ce l’ha fatta: divorziato e con un figlio, il 14 marzo ha cominciato la sua traversata a tappe e finora ha «raccolto la solidarietà dei sindaci di 18 Comuni. Sto appuntando tutto su un diario, che mostrerò a Giorgio Napolitano». In città è stato ricevuto dal sindaco Marco Filippeschi e ha trovato ospitalità nel dormitorio di via Conte Fazio: «Ero molto arrabbiato all’inizio. Man mano che cammino, raccolgo i malumori e ho capito che la mia battaglia è per tutti». Teresio rifiuta le foto per non essere riconosciuto: «La gente mi inviterebbe a mangiare per finta solidarietà, mentre finora per loro ero solo un barbone da evitare». Teresio viaggia con una carta di identità e senza denaro. Tra i poveri “veri” ha scoperto cosa significa aiutarsi: «Con me hanno diviso l’ultimo pezzo di pizza o una sigaretta. Non pensavo che esistessero queste cose».
Gianluca Campanella
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