Italia
In «famiglia» a parlare di libri, scrittori e della forza delle parole
Lo scrittore Antonio Tabucchi ritorna nella sua terra e tra i suoi amici per un “Elogio della letteratura” al teatro del popolo di Migliarino
Una serata in “famiglia” a parlare di libri, scrittori e della forza delle parole. Antonio Tabucchi è tornato nella sua terra e tra gli amici di sempre a tenere il suo “Elogio della letteratura”, già presentato in vari paesi europei e proposto per la prima volta in Italia mercoledì sera, in un incontro organizzato dall’associazione culturale “La voce del Serchio”, al Teatro del Popolo di Migliarino.
«La letteratura è una diversa visione del mondo, è lo sguardo critico rispetto alle certezze che ci vengono imposte - ha detto lo scrittore -. Mentre la politica deve rassicurare che tutto vada bene, il compito della letteratura è insinuare il dubbio».
Accolto da un pubblico numeroso, lo scrittore vecchianese ha salutato la sua gente parlando in dialetto e regalando loro un bellissimo momento di apertura verso il mondo esterno: «Facendo un po’ il vagabondo e un po’ lo zingaro, andando in giro per il mondo, mi è stato più volte chiesto quale fosse la mia patria. Ebbene io ho sempre risposto che la mia patria è la lingua italiana, è il luogo in cui io abito e che porto dietro come voglio».
Come hanno ricordato anche il presidente dell’associazione “La voce del Serchio”, Paolo Magli, e uno dei suoi membri, Guido Della Croce, Antonio Tabucchi ha in sé una forte componente cosmopolita: «Non solo scrittore, professore di letteratura portoghese, cronista e giornalista, Tabucchi è anche un viaggiatore e un venditore di storie capaci di raccontare il mondo».
L’ospite d’onore della serata di Migliarino si è definito un soggetto e un oggetto della letteratura: «Nella mia vita non ho mai fatto il critico, ho cercato di spiegare la bellezza di un testo, di una storia che prima non c’era e che l’uomo, con la sua immaginazione, ha aggiunto a quello che la natura gli ha dato».
Ma la letteratura per Tabucchi è anche una forma di conoscenza: «Grazie alla sua grande capacità di intuizione, la letteratura ha il pregio di saper svelare verità di cui noi non siamo consapevoli. Scrittori come Kafka o Pasolini sono esempi moderni di “comprensione anticipata”: guardando nel buio di una società di cui si vedeva una sola faccia, sono stati capaci di capire in anticipo come sarebbe cambiata la condizione dell’uomo con l’avanzare della modernità».
E per far capire la vera forza della letteratura, Tabucchi ha chiuso la serata di Migliarino ricordando le parole di Roland Barthes: «La letteratura lavora negli interstizi della scienza. La scienza è rozza, la vita è sottile, ed è per correggere questa distanza che la letteratura è importante».
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