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Pisa

l’avvocato dei ragusa

«Parlare di una fuga offende madre e figli»

«Parlare di una fuga offende madre e figli»

PISA. «Mi senmbra che per il momento non ci siano elementi che facciano propendere per un’ipotesi piuttosto che per un’altra. Credo però che, dopo settanta giorni, si possa chiaramente escludere la...

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PISA. «Mi senmbra che per il momento non ci siano elementi che facciano propendere per un’ipotesi piuttosto che per un’altra. Credo però che, dopo settanta giorni, si possa chiaramente escludere la pista dell’allontanamento volontario. Una persona seria, sempre irreprensibile qual è la signora Ragusa, madre di famiglia attenta e amorosa, non lascia i suoi figli senza una giustificazione per così tanto tempo e con le modalità con cui è avvenuta questa sparizione. Lo ripeto, sostenere ancora questo mi sembra offensivo verso la signora, il suo modo di essere e i suoi figli. E poi, chi ospiterebbe per così tanto tempo una persona che sa cercata da tutti»? Ribadisce quel che ha detto più volte in questi giorni l’avvocato Enrico Maria Gallinaro di Roma, che abbiamo raggiunto al telefono e che assiste nella ricerca di Roberta una cugina romana e lo zio della donna, Anna Maria Ragusa e suo padre. Le cugine pisane, nipoti anche loro della famosa zia di 94 con cui la titolare dell’autoscuola Futura si sarebbe confidata, e cioè Giovanna e Sonia Alpini, insieme alla cugina Marika Napolitano, che si è sfogata coi giornalisti la sera della fiaccolata e che di fuga non vuol sentire più parlare, e ad un cugino di Lucca, Carlo Ragusa, hanno nominato come loro legale in questa vicenda l’avvocato Gaetano Turcio di Lucca.

Intanto c’è l’ennesimo avvistamento. I carabinieri si sarebbero messi in contatto con un caldaista che dice di aver visto Roberta otto giorni fa, a Milano, in un caffè di via Filiberto, all’angolo con Corso Sempione. L’uomo ci confessa davanti alla moglie: «Ho un debole per tutte le donne con gli occhi blu, per cui mi soffermo insistentemente a guardarle. Quando ho visto alla tv le foto di quella signora scomparsa, mi è sembrato che somigliasse tanto a quella che avevo visto nel caffè. Aveva un cappottino nero, tachi alti e una gonna a fiori: ha preso un capuccino ed è uscita. L’ho raccontato ai carabinieri di Pisa che mi hanno telefonato».

(C.V.)

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