Il Tirreno

Pisa

Guerra ai mozziconi dichiarata e mai fatta L’ordinanza non c’è

di Gianluca Campanella;
Guerra ai mozziconi dichiarata e mai fatta L’ordinanza non c’è

Il sindaco si sfogò su Facebook per le cicche in Corso Italia Ma il giro di vite non c’è stato. In altre città invece...

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PISA. La guerra alle cicche è stata dichiarata ma non partirà mai. Almeno così si intuisce dalla posizione del Comune di Pisa, che ricorda una sentenza della Corte Costituzionale contro le ordinanze creative dei sindaci. Mani legate, quindi, anche se in molte città d’Italia, al contrario, si stanno intensificando i fenomeni di repressione contro i dipendenti da nicotina.

Eppure sembrava già di vedere i tuoni e i fulmini contro i fumatori incalliti, dato che il primo cittadino, Marco Filippeschi, alla fine di dicembre 2011 aveva pizzicato tre commesse di corso Italia (appena ripavimentato e inaugurato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano) che aspiravano «l’ultima sigaretta» di sveviana memoria, prima di entrare a lavoro in un noto grande negozio. E, naturalmente, le due ragazze e la signora gettavano i mozziconi a terra. Sulla sua bacheca Facebook, Filippeschi apostrofò le autrici del gesto: «C’è un modo egoista di vivere Pisa - di troppi cittadini e utilizzatori - che contribuisce molto a sporcare la città e che mortifica i nostri sforzi per renderla migliore. Basterebbe poco…».

Ieri dal Comune hanno fatto sapere che la guerra non ci sarà, perché ad aprile dell’anno scorso la Corte costituzionale ha bocciato il pacchetto sicurezza voluto dall’allora ministro Roberto Maroni che consentiva ai sindaci di applicare, con lo strumento dell’ordinanza, particolari misure di sicurezza. In automatico è decaduto anche il provvedimento contro i maleducati emesso nel 2009 da Filippeschi.

Infatti, se l’episodio di corso Italia fosse successo solo pochi mesi prima, sarebbe scattata l’ordinanza “antidegrado” che prevedeva «divieto di abbandonare al suolo pubblico, su panchine o su altri arredi urbani, rifiuti di qualsiasi tipo e dimensione»: multe da 25 fino a 500 euro a seconda della gravità. Ma a dicembre era troppo tardi.

Sempre a palazzo Gambacorti aggiungono che comunque non sono necessarie le ordinanze per fare le multe. Vero, però il problema è che a memoria d’uomo non si ricorda una sola sanzione emessa dalla polizia municipale contro i lanciatori di cicche. Lo hanno confermato ieri alcuni agenti in servizio nel centro storico.

E fa strano che proprio in questi giorni si parli di «divieto di gettare i mozziconi» persino nella amica/nemica di sempre, la vicina Firenze con cui i paragoni sono obbligatori e inevitabili. La pronuncia della Consulta vale anche da loro. Così, quasi tutti i comuni hanno ritoccato i listini: a Trento addirittura 500 euro di multa. Annunci dappertutto con funzione di deterrenza e per ora nessuna notizia di verbali emessi. Ma a Pisa, nemmeno gli annunci: si colpirà in silenzio o si rinuncia a combattere?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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