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Mille alla fiaccolata per sperare ancora
Uno striscione con gli auguri di compleanno a Roberta ha aperto il corteo. C’erano anche i figli e le due cugine pisane
SAN GIULIANO TERME. Se Roberta Ragusa è viva, ovunque sia, non avrà potto fare a meno di sentire l’abbraccio forte e affettuoso che il suo paese ha voluto darle ieri sera, con la fiaccolata organizzata in occasione in occasione del suo 45º compleanno. «Un abbraccio spontaneo e partecipato che dimostra come la comunità di San Giuliano sia vicina alla famiglia Logli», come ha detto il sindaco, Paolo Panattoni, in corteo a sfilare col vicesindaco, Yuri Sbrana, e le oltre mille persone che dalle 21.30 alle 23 passate hanno assiepato via Dini con le loro fiaccole. E migliaia di lumini, come era stato chiesto su facebook, hanno illuminato le finestre di Gello e dei paesi vicini, per ricordare la tragedia di questa mamma che manca da casa da quasi settanta giorni e che si spera ancora possa tornare. Non ci spera più una parte dei familiari: come è stato annunciato infatti nel programma di Rai Tre «Chi l’ha visto?», che ha seguito questa storia fin dall’inizio e che ieri sera era a Gello insieme a stampa e reti televisive di ogni canale, i cugini romani di Roberta hanno già scelto la tutela di un legale, l’avvocato Gallinari di Roma, il quale ha attaccato duramente l’ipotesi dell’allontanamento volontario. «Chi vuol parlarne ancora - ha detto - deve fornire prove concrete. A sperare ancora che la mamma torni sono i figli di Roberta, ieri in corteo con gli altri, Alice, una bambina bella ed alta, con una massa di capelli rossi, e Daniele, idee e pensieri da adulto, come ha dimostrato fin dall’inizio di questa vicenda, sul volto paffuto e dolcissimo di un ragazzino che dimostra, se si può, meno dei suoi 15 anni. Erano lì, davanti alle ex scuole di Gello, dove era stato fissato il concentramento, insieme ai nonni, Giancarla e Valdemaro. Poche parole, sussurrate, quelle del nonno. «Se sono qui - ha detto - è perché sono sicuro che sia viva. Noi stiamo vivendo un momento molto difficile. Mio figlio? Non essere qui è una sua scelta». Poi al rientro della fiaccolata, davanti al cancello posteriore di casa, dove sono stati affissi gli striscioni degli amici, mentre dalle finestre della casa di Roberta brillavano i lumini chiesti dal gruppo di facebook per implorare il suo ritorno, i nonni e Alessia sono rimasti muti davanti alle telecamere a caccia di una battuta e hanno cambiato strada per entrare dal cortile. Solo Daniele ha voluto dire quanto fosse toccato da questo momento di condivisione. Dalle amiche e gli amici parole di affetto e un solo momento di tensione, all’inizio, quando le esigenze televisive hanno rallentato l’attesa partenza del corteo. Basta - ha detto qualcuno - è una violenza.
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