Il Tirreno

Pisa

Un furto e il sabotaggio Nel mirino un camionista

di Pier Luigi Ara
Un furto e il sabotaggio Nel mirino un camionista

Portata via la batteria dell’automezzo, poi hanno gettato sabbia nel serbatoio Rubate le targhe a un’auto, danneggiati altri veicoli. Stillicidio di piccoli reati

2 MINUTI DI LETTURA





CALCI. Furti non stop. Della serie “mordi e fuggi”, questa volta vittima è un noto autotrasportatore. Silvio Vichi, conosciuto con il simpatico pseudonimo di Billo, che abita in via XX Settembre, si è visto rubare la batteria del camioncino e, episodio davvero inquietante, ha avuto sabotato il serbatoio dove è stato immesso materiale sabbioso. «E’ successo l’altra notte – racconta Vichi – di solito parcheggio il camion non lontano da casa. Tra l’altro sono rimasto impressionato dalla notizia che all’auto di Laura Macrì, la quale risiede accanto a me, nei giorni scorsi hanno asportato le targhe».

Vichi, che nel tempo libero fa il “buttafuori” nei locali di spettacolo, or non è molto si è trovato al centro di un altro fatto di microcriminalità. Così rievoca: «Mi hanno portato via il camion mentre ero in un bar. Il tempo di bere un caffè e il Bremach, carico di legname, ha preso il volo. Me lo hanno soffiato proprio sotto il naso. L’ho ritrovato perché, finita la benzina, è stato abbandonato in mezzo alla strada. Il mio caso è analogo a quello di David Logli, figlio di Irino, compianto sindaco della Vallegraziosa. Gli rubarono l’Iveco Dayli. Ne rientrò in possesso qualche tempo dopo, era pieno di cocci, impantanato in un canneto a Porta a Piagge, a Pisa, sopra mat machine rubate».

Ma veniamo all’attualità. Vichi è molto adirato e pronuncia parole di fuoco. «Sono stufo di subire. Se li acchiappo li butto qui nello Zambra… Mi impediscono perfino di lavorare. Poco dopo la mezzanotte, affacciandomi, ho visto due individui armeggiare attorno al camion, mi sono precipitato e quelli, vedendomi arrivare, sono scappati, con la batteria caricata su una moto di grossa cilindrata, priva di targa. Ho provato a rincorrerli, ma io ero a piedi. Posso dire che indossavano dei grossi caschi neri per cui non ho potuto guardarli in volto».

«Ma la cosa peggiore – conclude Vichi – è avvenuta quando il meccanico mi ha spiegato che il motore non andava perché era stato gettato materiale terroso, simile a sabbia, nel serbatoio. Evidentemente si è cercato di rompere l’intero ingranaggio». Lo sfogo finale: «Non ne posso più. Ma cosa ho fatto di male?».

E c’è un altro fatto di cronaca nera. Durante la notte è stato prosciugato della miscela un “apino”. E’ toccata a Mario Battaglini, pensionato che abita con la moglie in località Pettinini, a poche decine di metri dalla pieve romanica. I soliti ignoti hanno tagliato il tubicino-canalina di collegamento al carburatore, svuotando il serbatoio. «E’ la seconda volta in due mesi – scuote la testa Battaglini – qui non si vive più. Bisogna fare qualcosa per tutelare i cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web