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Alla scoperta di due luoghi pieni di fascino e mistero
Con il Fai si visitano il lussureggiante Giardino del palazzo dell’Abbondanza e il Palazzo dei Consoli del mare, sorto sui terreni “maledetti” del Conte Ugolino
PISA. Anche quest'anno, la delegazione pisana del Fai (Fondo ambiente italiano) promuoverà l'immagine della città attraverso un’iniziativa inserita nel calendario nazionale delle "Giornate di Primavera".
I visitatori che come di consueto arriveranno a Pisa anche da fuori regione, grazie alla campagna mediatica nazionale attivata dal Fai, avranno l'opportunità non solo di accedere a due "beni" poco conosciuti e/o non fruibili dal pubblico, ma anche di godere delle concomitanti celebrazioni del Capodanno Pisano. «Una festa nella festa», la definisce Silvia Panichi, assessore comunale alla Cultura, per la quale «simili eventi dovrebbero svolgersi almeno una volta al mese». Una fortunata coincidenza per promuovere al meglio la storia della gloriosa Repubblica Marinara e alcuni dei suoi gioielli monumentali, sottratti all'incuria del tempo. Sabato 24 e domenica 25, grazie all'impegno della presidente del Fai di Pisa, Annamaria Tomassi, e dei proprietari dei "beni" proposti, sarà possibile visitare due meraviglie cittadine del quartiere Kinsica, ovvero San Martino: il "Palazzo dei Consoli del Mare" oggi sede del Consorzio fiumi e fossi, e il Giardino storico del "Palazzo dell'Abbondanza", di proprietà della famiglia Triglia. Edificato nel 1551, per volere di Cosimo I dei Medici, il Palazzo dei Consoli del Mare, nasconde una storia legata a una leggenda pisana. L'edificio, sarebbe sorto su un terreno abbandonato da secoli sul quale si ergevano i palazzi della famiglia del Conte Ugolino della Gherardesca. Costruzioni che dopo la condanna del "traditore" vennero rase al suolo e tutta la zona scomparsa di sale «affinchè mai più nessuno vi costruisse o vi piantasse un solo fiore». Leggenda che sembra trovare conferma da una prima ricognizione alle fondamenta a cui seguiranno, c'è da augurarselo, un'attenta opera di scavo. Storia, natura e poesia, si condensano invece nel Giardino Pensile (unico a Pisa) del Palazzo dell'Abbondanza, a cui si accede dal vicolo Rosselmini. Pochi metri di terra alimentano da secoli le piante più svariate: il gelsomimo del Giappone, la palma tropicale, un gigantesco cedro della California, un immenso glicine, un mandarino lunare, la pergola di vite "Isabella"e fiori di ogni genere. Un termine, quello dell'Abbondanza, quanto mai appropriato anche se storicamente riconducibile all'originaria funzione di questo palazzo, edificato sui resti di quello che doveva essere il luogo adibito a deposito del grano dell'antica Repubblica, come testimonia l'unica buca d'accesso al granaio, riscoperta durante recenti lavori di ristrutturazione, delle 38 descritte nella mappa del XVIII secolo, giacente nell'Archivio di Stato.
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