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Città navigabili, Pisa nel club europeo

Città navigabili, Pisa nel club europeo

Firmata a Vienna l’adesione alla “Carta” sulle vie d’acqua interne insieme a capitali come Bruxelles, Londra e Berlino

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PISA. Le vie d’acqua interne per la circolazione di merci e persone: Pisa entra nel circuito internazionale. Firmata a Vienna la “Carta” (“Connecting with waterways”) che già era stata siglata da Berlino, Bruxelles, Budapest, Parigi e dalla stessa Vienna. L’occasione è stata fornita da un convegno europeo proprio su questo tema. L’intesa è stata sottoscritta dall’assessore comunale alla mobilità, David Gay, e dal vicepresidente della Navicelli Spa, Marco Magnarosa.

Pisa si trova di fronte in effetti ad un’opportunità dalle potenzialità ancora da esplorare, ma indubbie. E la recente firma per l’avvio dei lavori relativi all’Incile rappresenta un punto fermo: con la realizzazione di quest’opera saranno messi in collegamento l’Arno e il canale dei Navicelli. «A quel punto - dice l’assessore Gay - il circuito delle vie d’acqua interne sarà completo, mettendo in connessione Pisa e Livorno, da un porto all’altro, passando per lo Scolmatore navigabile».

Con l’accordo di Vienna, Pisa entra nel network europeo composto da città che sui propri fiumi e canali hanno impostato programmi per ridurre le soglie di inquinamento (come da Libro Bianco sui Trasporti della Commissione europea), trovando anche soluzioni per lanciare ad alti livelli un turismo nuovo che sta attirando sempre più interessi. Anche Pisa, negli ultimi anni, ha riscoperto il suo fiume, come dimostrano le attività che vengono svolte lungo le sponde (i ritrovi estivi, la mostra nautica). Ma è ancora un settore tutto da sviluppare e, anzitutto, da chiarire negli aspetti essenziali della sua regolamentazione: la navigabilità dell’Arno, ad esempio, fa ancora riferimento ad un Regio Decreto.

Se il canale dei Navicelli sul fronte delle merci è già attivo (e ci sono gli ulteriori programmi di sviluppo già messi in campo dalla Navicelli Spa), per l’Arno occorre lavorare a fondo. Per il suo utilizzo, in primo luogo a fini turistici, deve essere infatti individuato e attrezzato come una vera e propria infrastruttura stradale. Già l’amministrazione provinciale aveva presentato un progetto per ottenere ufficialmente la navigabilità dal ponte del Cep alla foce (oltre il Regio Decreto) e ora il Comune, come annuncia Gay, «aggiornerà il piano della mobilità inserendovi anche quella fluviale».

Dunque, serviranno progetti e relativi finanziamenti. L’accordo di Vienna vale anche in questo senso, «perchè - puntualizza l’assessore - la partecipazione ai bandi comunitari deve essere affrontata con adeguate partnership. E Pisa è entrata nel circuito principale».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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