Il Tirreno

Pisa

Sos cavalli, falso allarme ma tutti vogliono salvarli

di Gianluca Campanella
Sos cavalli, falso allarme ma tutti vogliono salvarli

Su Facebook un messaggio frainteso, subissato di chiamate il centralino dell’Ippodromo di San Rossore: «Anch’io voglio adottare un animale»

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PISA. «L’ippodromo di San Rossore chiude e ci sono 3.500 cavalli che rischiano di finire al macello… Vi prego, chi può li adotti (li regalano)». Tre errori in una sola frase postata su Facebook scatenano il delirio: il centralino telefonico dell’Alfea, società che gestisce l’impianto ippico, negli ultimi due giorni è stato preso d’assalto da decine di persone che volevano «dare un po’ di speranza a questi animali meravigliosi!», come recita la conclusione dell’appello in rete.

Se una volta «l’ha detto la televisione» era una garanzia di autorevolezza, ora il passaparola sui social network assurge alla patente di Verità assoluta. Il problema è che in questo caso è tutto completamente falso, ma forse lo sbaglio è stato commesso in buona fede. Gli sbagli, anzi, che sono appunto tre: in primo luogo, l’ippodromo non chiude; infatti, nonostante la crisi del settore, al momento San Rossore ha allenamenti sei giorni alla settimana e corsi sempre pieni. Inoltre, i cavalli sono 600 (molti meno di quanto dichiarato online) e per legge non possono essere macellati; questo perché il doping è sì vietato, ma i “trattamenti” farmacologici no e per sicurezza della salute umana (la disposizione è nazionale) le carni equine degli impianti sportivi non si possono destinare al consumo alimentare. Infine, Alfea non è proprietaria dei quadrupedi, quindi non li può regalare; sono i proprietari che pagano un affitto per tenerli lì.

Ma come è nato il malinteso rilanciato da ben 58 siti, forum e chat? È molto probabile che il testo sia stato una traduzione sintetica e confusa di una petizione (vera) che ha promosso la Lav, Lega antivivisezione, e che si intitola: «Salviamo i cavalli di S. Rossore dal macello». Però si riferisce al parco di Migliarino-San Rossore- Massaciuccoli e ha per destinatari il presidente della Regione, Enrico Rossi, e l’Ente Parco stesso. Nell’appello di Lav si denunciano «alto tasso di mortalità senza possibilità di individuarne le cause», tra gli equini del parco e «animali non più in grado di svolgere funzioni riproduttive, dopo anni di sfruttamento, di viaggi stressanti e accoppiamenti artificiali, che vengano avviati di fatto alla macellazione». Pertanto Lav chiede l’impegno a trovare acquirenti che non destinino al macello i cavalli in vendita, una moratoria delle nascite e «l’emanazione urgente di una delibera di indirizzo affinché i cavalli presenti nel Parco» siano dichiarati non macellabili.

Intanto su Facebook il malinteso prosegue: le 297 condivisioni di ieri mattina a metà pomeriggio erano già diventate 489.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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