Il Tirreno

Pisa

Quella segretaria entrata in famiglia

di Candida Virgone
Quella segretaria entrata in famiglia

Parla un collega del marito di Roberta: «Portava Sara con sé ovunque». Ed è giallo su due telefonini spariti

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PISA. Tutti sapevano. Tutti sapevano, come accade nei piccoli paesi dove si sa o si presume di sapere ogni cosa di ognuno. Tutti sarebbero stati al corrente di una storia di Antonio con una persona strettamente legata alla famiglia Logli. Man mano che passa il tempo e che il riserbo di facciata lascia il posto all’esigenza di tracciare un quadro giocoforza più completo sulla scomparsa misteriosa e drammatica di una madre di famiglia, la verità tira fuori il capo, lentamente, come una lumaca dal guscio.

Roberta Ragusa manca da casa da 56 giorni: nella villetta di Gello di San Giuliano da dove è sparita, la aspettano i suoi adorati ragazzi, Daniele, 15 anni, e Alessia, 10, inconsolabili, vittime della circostanza tragica, ignari della sorte della madre, bersaglio indiretto del circo mediatico che deve fare comunque la sua parte nel sacrosanto diritto all’informazione. In quella casa ci sono il marito Antonio, 48 anni, e i suoceri, Valdemaro e Carla. E nel paese quello che all’inizio si sussurrava con sussiego e omertà ora è quasi vangelo, e non ci sono più che Roberta e Antonio alle prese con gli scampoli di un matrimonio alla deriva da tempo: così i fantasmi di una moglie in sospetto prendono corpo fino a far spuntare sempre più chiaramente il nome della segretaria - un classico - che aiutava i due all’autoscuola Futura, Sara Calzolaio, 28 anni, ascoltata più volte dagli inquirenti.

L’ultima testimonianza nasce dall’ambiente delle autoscuole. A parlare è il titolare di una scuola pisana, che si rifugia nell’anonimato.

«Tutti sapevano e parlavano di questa storia - racconta - almeno da tre-quattro anni. Antonio girava sempre con Sara, la portava ovunque, anche a riunioni in cui un dipendente non c’entra e non dovrebbe esserci, fuori Pisa, o nella sua autoscuola, in orari riservati solo ai titolari. È entrata in quella casa qualche anno prima, come baby-sitter, fino al salto nella Futura, in segreteria, per quanto in tanti dicessero che avesse un contratto come collaboratrice familiare. Roberta al corrente di tutto questo? Se lo sono chiesto in tanti: ultimamente credo sia impossibile che non sapesse...».

Per quanto, come racconta un’amica che sapeva e aveva cercato di aprirle gli occhi, quando le era stato fatto quel nome, Roberta Ragusa aveva scosso la testa irremovibile. «Impossibile. Non ci crederei neanche se lo vedessi con i miei occhi», aveva detto.

«Eppure - continua il collega di Antonio - questa ragazza passava con loro anche le ferie estive, all’Elba, e tutti ci chiedevamo come mai non sentisse l’esigenza di alternare una pausa all’ambiente lavorativo. È una ragazza non appariscente ma avvenente, posata, docile, semplice: se non ci fossero queste circostanze verrebbe di dire, d’altri tempi».

Interpellata per l’ennesima volta al telefono, ieri mattina, proprio con l’intenzione dell’offerta di un contraddittorio a tutte le indiscrezioni venute fuori, Sara è stata irremovibile: «Non ho tempo - ha detto - devo lavorare e comunque non ho niente da dire».

A scuotere il paese c’è stata anche la clamorosa uscita di tutta la famiglia Calzolaio dai Testimoni di Geova - di cui Roberta e sua madre erano frequentatrici saltuarie - particolare di cui per primi avevamo dato notizia pochi giorni dopo la scomparsa della Ragusa e confermato dai vertici del culto. «L’espulsione - aveva detto un responsabile - è legata alla condotta di vita ed avviene per motivi gravi». E pochi giorni dopo questa vicenda era mancato il padre di Sara.

«Roberta che avrebbe parlato ad Antonio di separazione? - replica il collega di Logli - Non saprei. Sarebbe stato un fatto problematico per gli interessi di famiglia, che vedeva legati a doppio filo il suocero e la coppia, avrebbe comportato una marea di problemi. Di certo Roberta era abbattuta da tempo: pensi che due anni fa era stata operata. “Lui non è mai venuto in ospedale”: mi aveva detto. Cosa sia accaduto ce lo chiediamo in tanti, ma di certo non è stata una cosa improvvisa: era nell’aria...».

Intanto l’attenzione degli inquirenti si sarebbe appuntata sul fatto che, sia Antonio che Sara, si sarebbero disfatti, a ridosso della scomparsa di Roberta, di due telefonini che usavano per parlare tra loro, dei quali nessuno conosceva l’esistenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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