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L’artista di strada che ama Leonardo entra in un museo
Un’opera di “Ozmo” Gesi nella collezione permanente del Novecento a Milano tra un Fontana e un Modigliani
PIUSA. Metti un Ozmo accanto a Fontana e Marino Marini. Questa è la storia di un indiscutibile successo. Il prestigioso Museo del '900 di Milano ha acquisito un'opera del pisano Gionata Ozmo Gesi. Lui ha 37 anni eda febbraio era stato chiamato a fare un'esposizione dal titolo Il PreGiudizio Universale in una stanza di ben 46 metri quadrati e 6 metri di altezza nel più importante luogo espositivo che omaggia gli artisti del 900. Già fare una mostra negli spazi milanesi sarebbe stato un traguardo importantissimo per ogni artista contemporaneo giovane e meno giovane ma lo è di più, se poi, a fine mostra, il Museo va da Gesi e gli comunica l'avvio dell'acquisizione di una sua opera per la collezione permanente. Morandi, Fontana, Modigliani ed Ozmo. Che effetto fa? «Straordinario, una sensazione di grandissima soddisfazione che avevo già provato nel 2003 quando esposi al museo di San Matteo a Pisa accanto a Simone Martini e Beato Angelico», dice Gesi che nasce o si affaccia nel mondo dell'arte con l'etichetta ormai sempre più stretta dello street artist. «Essere etichettati è sempre riduttivo - spiega Gesi - già nella Biennale dei Giovani artisti di Pisa 12 anni fa esposi due tondi ad olio, e penso di avere avuto sempre una doppia anima che si percepisce nelle mie opere e nelle mie performance».
Gesi infatti, ha una fortissima connotazione rinascimentale e manierista, un omaggio al suo essere imbevuto di quell'umanesimo di cui lui, toscano è naturalmente permeato e che ha approfondito con i suoi studi accademici. I richiami nelle sue opere a Paolo Uccello, a Leonardo ed ai grandi del Rinascimento italiano sono evidentissimi ma stilisticamente li piega e li assoggetta agli aspetti più strettamente iconografici della street art. «Ho l'attitudine performativa di aggressione dello spazio, me ne approprio», dice l'artista riferendosi in particolar modo alla sua mostra a Milano. Si intuisce che questo modus operandi è tipico dell'agire di chi anche illegalmente, "rapina" un muro, il vagone di un treno o è chiamato a creare in spazi difficili ed in poco tempo (l'artista ha dovuto preparare la mostra milanese in meno di un mese). In Gesi, il risultato però non è più quello di un'arte di strada bensì quello un'opera di un'artista contemporaneo maturo che coniuga graffitismo, strett art, fumetto ed arte riascimentale. «Mi inginocchio davanti all'arte che fa pensare - spiega l’artista - e quella Rinascimentale ha avuto ed ha ancora questo valore indiscutibile». La sintesi e l'imbastardimento dei linguaggi della street art e di quelli del periodo d'oro di tutta l'arte italiana, il Rinascimento, diventano arte contemporanea nelle creazioni di Gesi e non semplice citazionismo . «Gioco su questa doppia anima, sull'ambiguità dei linguaggi e dei riferimenti e questo fa sì che le mie performance come ad esempio quella milanese richiamino il ragazzo 16enne che vuole vedere la street art ma al tempo stesso ricevo apprezzamenti ed interrogativi da persone mature ed attempate che amano l'arte "classica" con tutti i suoi riferimenti artistici, letterari, mitologici». Il ragazzino, appassionato di graffiti, grazie a Gesi si troverà a doversi confrontare con i maestri del Rinascimento e l'attempato culturo di arte classica, per forza dovrà fare i conti con i tratti della street art. A Pisa, Gesi manca da almeno un decennio. E se lo richiamassimo in "patria" per dargli uno spazio all'altezza del suo spessore?
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