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Caro Pistoia, non siamo stalinisti e difendiamo i lavoratori
Colpisce la rozzezza con cui Raimondo Pistoia sul “Tirreno” si permette di definire il partito (Pdci) in cui militiamo e quelli in cui militano le compagne ed i compagni del Prc e di Sinistra...
Colpisce la rozzezza con cui Raimondo Pistoia sul “Tirreno” si permette di definire il partito (Pdci) in cui militiamo e quelli in cui militano le compagne ed i compagni del Prc e di Sinistra Ecologia Libertà. Data tale rozzezza non vale neppure la pena entrare in una polemica evidentemente del tutto inutile.
Ci preme soltanto sottolineare un aspetto: l’affermazione che Pistoia fa al nostro riguardo significherebbe liquidare non solo la storia del movimento dei lavoratori del Novecento italiano quale stalinista, cosa del tutto fuori luogo nel merito, al di là delle opinioni. La cosa più grave, però, è che relegare le nostre opinioni a materia per gli studiosi di storia non è solo segno di scarsa capacità di interlocuzione democratica e di analisi politica ma, ancor peggio, significa negare che oggi esista la necessità di rappresentare la materialità degli interessi dei lavoratori e di sceglierla quale priorità nella gestione del Paese.
Questo è, del resto, il fine che il partito dei Comunisti Italiani da sempre persegue. Anche noi vogliamo tendere alla crescita ma ad una crescita equa, che non lasci indietro chi lavora e “gli ultimi” e che non renda incapace di vivere dignitosamente chi è e sarà in pensione.
Infine, un'osservazione: la Toscana, governata da un'alleanza di centrosinistra, quella di Toscana Democratica di cui noi comunisti siamo parte integrante, risulta una reale e concreta alternativa progressista, per niente stalinista, al governo di centrodestra ed al governo dei tecnici conservatori, che fanno pagare la crisi ai lavoratori in termini economici e di restrizione di diritti e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Da quando a Pisa, invece, il Pd fa a meno dell'apporto della sinistra e dei comunisti, blandendo le posizioni di Pistoia e dei suoi simili, non ci pare che la città ne abbia tratto giovamento.
Non è stata, quindi, quella dell'assenza della sinistra al governo di questa città, una buona innovazione. Ha significato, invece, arretramento sul piano sociale, sul terreno del diritto all'abitare e sul rapporto con l'università e nella concezione della città dei servizi e del turismo.
Si è sbagliato, Pistoia: non siamo certo conservatori, dunque. Ma quando il passato è motivo di progresso, lo preferiamo al nuovo, che non è un valore in sé.
Lucia Mango
segretario regionale Pdci Toscana
Salvatore Montano
segretario provinciale Pdci Pisa
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