Il Tirreno

Pisa

Tasse, la nautica tira un sospiro di sollievo

di Daniele Benvenuti
Tasse, la nautica tira un sospiro di sollievo

Scongiurata la fuga nei porti stranieri: l’emendamento nel decreto sulle liberalizzazioni prevede un balzello sul possesso, non sullo stazionamento

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PISA. Scongiurare la fuga dai porti italiani verso quelli esteri, fiscalmente più convenienti, e dare nuovo vigore al settore incentivando il noleggio. Questo il senso dell'emendamento relativo sulla nautica da diporto inserito nel decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti.

Emendamento che trasforma la tassa di stazionamento in tassa di possesso: per gli importi, si va dagli 800 euro annuali per barche dai 10 ai 12 metri, ai 1160 per scafi da 12 a 14, per arrivare infine ai 25mila euro per barche sopra i 64 metri. La tassa, in vigore dal 1° maggio, dovrà essere pagata da tutti i cittadini italiani residenti in Italia possessori di una barca sopra i 10 metri di lunghezza fuoritutto. Saranno esentati i soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio. Un sospiro di sollievo per tanti operatori che già pensavano alla “fuga” all'estero di tante imbarcazioni ed il mancato arrivo sulle nostre coste di natanti stranieri.

«Accogliamo la notizia con soddisfazione – spiega Maurizio Bandecchi della Cna – anche se avevamo proposto un’articolazione degli scaglioni della tassa che, in termini economici, gravasse di meno sulle unità di piccole dimensioni. I nostri rimessaggi, infatti, offrono servizi per la maggior parte a imbarcazioni di piccola taglia, al diporto accessibile, con gommoni e barche a vela e motore di dimensioni contenute: una attività con importanti risvolti sociali e che crea un significativo indotto economico. La vecchia tassa di stazionamento avrebbe inesorabilmente causato danni enormi e irrecuperabili alla filiera italiana del diporto».

«È ovvio che stiamo parlando sempre di una tassa – commenta Emiliano Marchi, presidente di Porticcioli d'Arno Confcommercio – che colpisce un settore in difficoltà come la nautica. Settore che, è bene chiarire, negli ultimi anni ha ridimensionato notevolmente i costi aprendosi ad una clientela più popolare».

Marchi parla dell'incidenza di questa tassa sul nostro territorio: «Sicuramente la percentuale di barche sopra i 10 metri nei nostri rimessaggi è inferiore largamente al 50%. Va poi considerato che anche coloro che hanno acquistato barche fino a 14 metri, in molti casi si sono indirizzati verso scafi non nuovi. Acquisti quindi a cifre paragonabili a quelli di un'automobile, su cui la tassa può influire».

In questo senso il decreto sembra venire incontro alle obiezioni di Marchi. Infatti, gli importi che prima abbiamo citato sono ridotti del 15, del 30 e del 45% rispettivamente dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto. Inoltre, allo scopo di sviluppare la nautica, la tassa non si applica alle unità per il primo anno dalla prima immatricolazione. L'altra novità inserita nel decreto liberalizzazioni, riguarda il noleggio. I proprietari di barche potranno affittare occasionalmente il mezzo, e pagare una tassa unica del 20%, con un incasso annuo che però non potrà superare i 30mila euro.

Conclude Marchi: «Il settore del noleggio è sicuramente in espansione anche nel nostro territorio. Un provvedimento del genere non può che incentivarlo ulteriormente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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